Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 ottobre 2007
Domanda 18 ottobre 2007
Buongiorno. Avrei il seguente quesito da porvi: Mio Zio, che ha 81 anni, e' attualmente ricoverato in una struttura R.S.A. da circa 5 anni, fino ad oggi la retta mensile veniva pagata con le sue pensioni (comprensive dell'Accompagnamento) ed integrando la parte mancante con una quota prelevata da un suo conto corrente. Purtroppo ora i fondi del conto corrente sono ridotti a poche centinaia di euro e quindi non sono piu' sufficienti a permettere di pagare la retta. Io mi sono rivolto ai servizi di assistenza sociale del suo comune per capire come poteva essere risolta la questione poiche' mio Zio non si e' mai sposato e quindi non ha figli che possano provvedere a lui; ho portato tutta la sua documentazione con l'importo delle pensioni e della retta assistenziale, ho inoltre portato il certificato ISEE di mio zio. L'impiegato ha esaminato tutta la documentazione che avevo portato ma invece di fare un calcolo dell'integrazione che io credevo avrebbe dovuto versare il comune per coprire la parte mancante della retta mi ha detto che la quota mancante doveva essere coperta dai fratelli di mio Zio, nel mio caso da mio padre (che ha gia' 82 anni) e che se ritenevo non fosse in grado di far fronte a questa spesa dovevo portare anche la sua posizione ISEE. Io trovo tutto questo un po' strano e assurdo, anche perche' nel mio caso io e mio fratello abbiamo la residenza con mio padre, anche se poi per lavoro siamo sempre fuori casa e abbiamo spese per l'alloggio, per cui credo che i nostri contributi incrementino il suo ISEE. La cosa che poi mi ha insospettito di piu' e' che mio zio ha anche altri fratelli ma io, per vari motivi, non li conosco e non so' quanti di loro siano ancora in vita e quando ho fatto presente cio' all'impiegato non mi ha detto che avrebbero intrapreso loro un'azione verso i miei zii ma che quella cifra che doveva essere integrata non era eccessiva e che magari mio padre riusciva ad averla. Prima di fare qualsiasi cosa vorrei sapere quali sono realmente gli obblighi di mio padre e quali sono i suoi diritti, inoltre vorrei sapere quali sono i diritti di mio zio. Tutto cio' non perche' non voglia versare la cifra mancante ma perche' se questo e' un obbligo che spetta al comune mi sembra giusto che sia il comune a farsene carico e non mio padre che puo' e deve utilizzare quei soldi per se stesso. Ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrete darmi. Cordiali saluti.
Andrea, da Forte dei Marmi

Risposta ADUC
Per il combinato disposto dell'art 54, legge 289/02 con l'art, 25 della legge 328/2000: i costi dei ricoveri di anziani non autosufficienti nelle RSA sono per il 50% a carico del Servizio Sanitario Nazionale, per il 50% a carico del Comune di residenza (con l'eventuale compartecipazione alle spese dell'assistito in base al suo ISEE (indicatore Situazione Economica Equivalente) calcolato solo sui suoi redditi)). In pratica , ciò significa con chiarezza cristallina che compartecipa alle spese solo suo zio in base all'ISEE calcolato solo sul suo reddito. Tale compartecipazione, peraltro, non significa che devono "depredarlo" di tutto ciò che ha, ma deve avvenire, come detto, sulla base del regolamento di attuazione dell'ISEE (Decreto Lgs. 130/2000) che stabilisce, ad esempio, che se l'ISEE è inferiore a 5669,00 Euri all'anno l'assistito è esentato dalla compartecipazione, se invece supera i 40.000,00 Euri compartecipa al 100%. FRa questi due estremi, ovviamente, ci sono altre 7 fasce di reddito per ognuna della quali è prevista la relativa quota di compartecipazione. Tenga conto che, nel calcolo dell'ISEE è già compresa la somma di denaro depositata sul Conto corrente. Ciò detto, dopo aver chiesto all'impiegato in base a quale legge pretende di calcolare l'ISEE sui redditi dei familiari, verifichi quanto avete pagato in più rispetto a quanto prevede la legge e, scaricando l'apposito modulo dal nostro sito, chieda il rimborso di quanto pagato in più dal momento del ricovero ad oggi. Avverta l'impiegato che il Garante della privacy ha avvertito l'INPS che comportamenti come i suoi (la pretesa di conoscere la situazione economica dei familiari)è una palese violazione della legge sulla privacy. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento
Gianfranco Mannini
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