Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 ottobre 2007
Caro Vincenzo come certamente ti avra' gia' preannunciato Donatella (. in realta' volevo scriverti queste righe circa venti giorni fa.) desidero sottoporti una storia di banche e di bonifici che potrebbe avere un interesse generale per i consumatori, al di la' dell'episodio che mi ha coinvolto personalmente Nel mese di febbraio avrei dovuto rinnovare il mio abbonamento ultra trentennale ad una enciclopedia medica francese, che aggiorna periodicamente i propri contenuti mediante l'invio di fascicoli trimestrali. Come d'abitudine effettuo un bonifico bancario tramite internet per l'importo previsto. Nel mese di luglio ricevo una telefonata dalla casa editrice nel corso della quale apprendo - con evidente sorpresa - che la somma non e' mai stata permette di accertare che, pur avendo indicato esattamente l'importo dell'operazione, il nome, il CAB, l'ABI e l'indirizzo del beneficiario, per un errore materiale ho omesso le ultime tre cifre delle 15 che componevano il numero di conto (le prime dodici corrispondono perfettamente). Dopo essermi consultato con la mia banca faccio inoltrare - a mezzo raccomandata AR - una richiesta ufficiale adeguatamente motivata per la restituzione dell'importo trattenuto dall'Istituto bancario San Paolo IMI. La lettera, ricevuta il 24 luglio scorso, non ha avuto - ad oggi - nessuna risposta (ne' - ovviamente - e' stato reintegrato il denaro sul mio conto corrente). Il funzionario della mia banca mi riferisce che la prassi da loro adottata in casi analoghi, consiste nel contattare telefonicamente il proprio cliente e chiedergli se sia in attesa di un bonifico di determinato importo per quella causale dal tale ordinante, ed in caso di risposta affermativa si procede all'accreditamento. In caso contrario si rinvia la somma all'ordinante, con la motivazione: "beneficiario sconosciuto" Attualmente mi sembra che la situazione si possa cosi' riassumere: un istituto bancario trattiene indebitamente dal mese di febbraio 2007 del denaro non proprio (indipendentemente dalla maggiore o minore consistenza della somma), e non ritiene opportuno rispondere ad una richiesta ufficiale di restituzione inoltrata da un'altra banca. Forse si tratta di un episodio isolato, causato da una serie di disguidi colposi, ma se fosse invece una prassi abituale dolosa? Se il sistema formalmente corretti per disporre illecitamente di denaro altrui? Non sono certo che tu possa dare una risposta ai quesiti, ma forse la tua esperienza potra' suggerire se e come utilizzare questa vicenda per tutelare gli interessi dei consumatori Grazie per l'attenzione ed un caro saluto a Donatella.
Luigi
Luigi
Risposta ADUC
Le risponde l'ufficio consulenza dell'associazione a cui il sign.Donvito ha girato il quesito, pregandoci di salutarla. Per fortuna si tratta di episodio isolato e non sistematico. Infatti registriamo raramente episodi del genere nella pur enorme marea di veri e propri furti che le banche mettono in essere nei confronti dei loro clienti. A questo punto dovrebbe procedere con una messa in mora della banca, in cui pretende l'accredito del dovuto sul suo conto entro 15 giorni altrimenti procedera' per vie legali con beneplacito di spese e danni. Qui trova una scheda con le informazioni per la compilazione della messa in mora: clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti