Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 ottobre 2007
In data 01/10/2007, in un negozio di puericultura, della mia citta' ho ordinato, un trio (passeggino, navetta, ovetto), firmando regolare contratto e lasciando il 30% di acconto, per la cifra di 460 Euro. In data odierna (10/10/2007), sono stato contattato dal responsabile del negozio, il quale mi ha riferito che hanno avuto un malinteso con la ditta fornitrice, il prezzo del bene acquistato non e' 460 Euro, bensi' 890 Euro. Mi si chiedeva se ero ancora interessato all'acquisto o se volevo recidere. La mia domanda e': avendo firmato un contratto e stipulato un prezzo, possono adesso a distanza di 10 gg chiedermi il doppio? O sono tenuti visto che l'errore e' stato loro a vendermi la merce al prezzo stipulato? Resto in attesa di una vostra risposta, distinti saluti.
Giuseppe, da Palermo
Giuseppe, da Palermo
Risposta ADUC
La questione e' incerta in questi casi, nel senso che se da una parte lei potrebbe legittimamente tentare di forzare il negozio al rispetto di un contratto, dall'altra il negozio potrebbe facilmente dimostrare, anche davanti ad un giudice, l'errore e pertanto tutto si potrebbe concludere con la la "semplice" risoluzione contrattuale che le viene proposta fin d'ora. Tutto, in un certo senso, dipende da quanto questo errore sia dimostrabile, tenendo conto che non conta solo il prezzo esposto ma anche i listini in loro possesso (che lei non potra' facilmente verificare). Crediamo quindi che la cosa piu' immediata e meno rischiosa (anche in termini monetari, oltre che di tempo) sia non accettare la modifica e rescindere, facendosi rilasciare una liberatoria.
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