Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 ottobre 2007
Cara Aduc, eccomi di nuovo a chiedere aiuto per cio' che sta accadendo nel viterbese. Vi ho gia' esposto il caso di mia madre ultassessantacinquenne, invalida totale con accompagnamento, priva di reddito (isee 0) ricoverata presso una struttura di rsa. Mio padre (isee del nucleo familiare 7.000 E) a fronte dell'aumento della quota giornaliera, da 28,41 a47,16 E, ha inoltrato richiesta di compartecipazione della stessa al comune di residenza come previsto nella delibera regionale n.98/2007. Non avendo finora nessuna risposta dal comune ad eccezione di una lettera dove si specifica che il sevizio sociale sta provvedendo all'istruttorio a necessaria a quantificare l'eventuale intervento economico ma tuttavia ancora in attesa dalla Regione Lazio di una circolare esplicativa sulle modalita' di attuazione della stessa. Per l'rsa non ha una valenza di impegno di pagamento quindi sono costretti loro malgrado a richiedere a noi tutta la cifra in arretrato (circa 3.300e), io ho versato un acconto, ma non so fino a quanto aspetteranno prima di agire legalmente nei nostri confronti. Sono veramente indignata, come me tantissime famiglie con la stessa situazione, non solo abbiamo una persona ammalata da non poter gestire in casa, non abbiamo neanche tutti quei soldi da pagare. Non so come andra' a finire, come e' possibile che si faccia una delibera e si mettano tante persone nei guai? Trovo giusto fare dei controlli su chi abbia o no bisogno di sostegno, ma non si puo' far passare tutto questo tempo a chi non sa veramente cosa fare! Vi prego di aiutarmi, non so come sollecitare il comune, ed anche l'opinione pubblica credo debba dare piu' risalto a questa incresciosa situazione!! Un abbraccio ed un bacio a tutti gli angeli stanchi.
Barbara, da Vallerano
Barbara, da Vallerano
Risposta ADUC
La pubblica amministrazione può chiedere denaro ai cittadini solo in forza di una legge. Nella fattispecie, il combinato disposto del Decreto legislativo 130/00, dell'art. 25 della legge 328/00 e dell'art. 54 della legge 289/02 dispone che il Comune può chiedere all'assistita di compartecipare alla sua parte di spesa (50%) con una percentuale proporzionale al valore ISEE calcolato sui suoi soli redditi. Ribadisco che non siete voi che dovete chiedere la compartecipazione al Comune, ma è il Comune che, ISEE permettendo, può chiedere una compartecipazione all''assistita. Quindi, chieda per scritto copia del "Regolamento di attuazione della normativa ISEE per i ricoveri in RSA" e pretenda una risposta scritta. Considerando il valore zero dell'ISEE di sua madre, dovete versare la sola indennità di accompagnamento (che per legge va alla struttura che la ospita. Se non lo avete ancora fatto, sul nostro sito potete scaricare il modulo per chiedere il rimborso di quanto pagato in più. Ciò , ovviamente, vale come comunicazione che da subito pagherete solo quanto previsto dalla legge. Vi ricordo che le cure per le persone anziane non autosufficienti, ai sensi del D.lgs 502/92 rientrano nei LIvelli Essenziali di Assistenza, cioè dovute per legge, quindi è inesistente lo "spauracchio" di una sua eventuale dimissione. Resto a disposizione per qualsiasi altro chiarimento
Gianfranco Mannini
Gianfranco Mannini
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