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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 ottobre 2007
Domanda 8 ottobre 2007
Per la verità non chiedo un consiglio ma è un'informazione che vi do. Trattatela come meglio credete. Ho ricevuto dall'Agenzia delle entrate una cartella di pagamento con la quale mi viene richiesta una somma dovuta per conguaglio di imposta per somme ricevute nel 2003 e soggette a tassazione separata. Il fatto è che la somma era maggiorata di interessi e sanzioni (30%). Sono cascato dalle nuvole, non per la tassa che ad occhio corrisponde a quanto mi aspettavo e ritengo dovuta ma per l'addebito di sanzioni al 30% e degli interessi di mora. Questi sarebbero dovuti in quanto io non avrei pagato nei 30 giorni dalla comunicazione preventiva fattami nell'ottobre dell'anno scorso, e di cui mi si indicava anche la data. Convinto di non aver ricevuta nessuna comunicazione preventiva sono andato all'Ufficio a chieder informazioni.
Per chi non lo sapesse preciso che le somme erogate dal datore di lavoro e soggette a tassazione NON devono essere indicate in dichiarazione. Il datore di lavoro fa una trattenuta e sarà poi l'Ufficio a calcolare l'imposta da pagare - sulla base della media dei redditi del biennio precedente - e a comunicarla al contribuente che è tenuto a pagarla nei successivi 30 giorni. Non avendo mai avuto alcuna precedente comunicazione io ritenevo e ritengo di non dover pagare alcuna mora o accidenti vari. Recatomi all'Ufficio mi è stato subito risposto che bastava io facessi una richiesta che la mora sarebbe stata ridotta al 10 %. Già questo non sta in cielo né in terra. Se la mora è quelle quella dev'essere. E' stato abbastana difficile spiegare allo sportello che io NON dovevo pagare more perché nulla mi era stato notificato e che in quella data indicata sulla cartella come data di invio di preventiva comunicazione (il vecchio avviso bonario probabilmente) non mi era stato consegnato nulla. E comunque - per legge - una tale comunicazione sarebbe stata nulla se non fosse stata spedita per lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Dietro le mie insistenti e reiterate richieste di mostrarmi la ricevuta di ritorno - diversamente avrei fatto ricorso chiedendo anche le spese di giudizio - l'addetto si è informato ed è tornato dicendomi che in effetti io avevo ragione e che loro non erano in grado di mostrarmi alcunché perché non l'avevano e, da quanto mi parso di capire non solo non l'avevano ma le raccomandate - indispensabili per poter chiedere la mora - ne sarebbero state spedite solo una piccola parte (o forse nessuna, dico io). Conclusione: l'Ufficio chiede la mora (30% dell'imposta) e gli interessi senza verificare che esistano effettivamente i presupposti. Se uno protesta gliele tolgono, come hanno fatto a me, se uno sta zitto "pace" peggio per lui. E' la messa in pratica del principio "se la va la va". Vigente lo statuto dei diritti del Contribuente. Figuriamoci se non ci fosse Cordiali saluti.
Roberto, da Firenze

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