Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 ottobre 2007
Approfitto della vostra disponibilita' per togliermi una curiosita' ed evitare di sostenere una posizione non corretta. Sono uno studente e due anni fa ho stipulato un contratto di affitto, in solido con il mio coinquilino, con la padrona di casa. In questo contratto non si parla di forniture e infatti queste non sono intestate alla padrona, bensi' al mio coinquilino che si trovava nella casa gia' da prima del mio arrivo e con contratti precedenti. La domanda che voglio porvi e' proprio relativa alla divisione delle bollette. Di solito sono presente in casa solo pochi giorni a settimana (diciamo in media 3/4 giorni su sette), e in ogni caso solamente la sera. Inoltre non utilizzo mai lavatrice e lavastoviglie e spesso faccia la doccia in palestra. Al contrario, il mio coinquilino, anche lui studente, vive in questo appartamento stabilmente e passa in casa la maggior parte del tempo con la tv quasi sempre accesa e, ovviamente utilizzando regolarmente anche gli altri elettrodomestici. Fino a questa primavera diciamo ho sempre pagato meta' dell'importo delle bollette al mio coinquilino, diciamo per il "quieto vivere". Da febbraio invece mi sono trasferito in Inghilterra 6 mesi per motivi di studio, e quindi non ho contribuito minimamente al consumo di elettricita', acqua e gas. Ora mi succede che, al di la' di ogni comune buon senso, il mio coinquilino pretenderebbe comunque la meta' dei consumi da lui sostenuti in questi sei mesi, dicendo che all'inizio si era stabilito di pagare meta' per uno e che lui non puo' sostenere dei costi cosi' alti. Io son ben felice di pagargli la meta' delle imposte fisse calcolate in base al numero di giorni per i quali si e' goduto delle forniture, ma non avrei la minima intenzione di pagargli tutto quello che riguarda le singole unita' fatturare (kwh di elettricita' e metri cubi di acqua e gas). Lui si fa forte di avere uno zio avvocato per convincermi a pagare e vorrebbe portarmi davanti ad un giudice di pace nel caso non gli dia i soldi. C'e' qualche normativa/legge che mi puo' obbligare a dargli dei soldi per consumi da lui sostenuti? Sono obbligato a contribuire perche' lui in questi sei mesi abbia potuto guardare la tv, lavarsi e farsi da mangiare? In caso contrario sinceramente non mi sentirei tutelato nelle mie liberta' e nei miei diritti. Spero di non sbagliarmi. Capisco che in situazioni normali sia piu' difficile andare a considerare il consumo effettivamente sostenuto dai singoli e quindi andare a dividere in maniera proporzionale le bollette. In questo caso pero', ho la certezza di non essere entrato per sei mesi nell'appartamento. A questo punto, considerando la normale situazione di convivenza, sarei anche curioso di sapere se in qualche modo avrei il diritto di ottenere una ripartizione equa delle spese, se esistono delle linee guida in merito a queste tematiche, o se tutto e' lasciato al buon senso delle parti. Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilta'. Saluti.
Luca, da Borgo Val di Taro/Parma
Luca, da Borgo Val di Taro/Parma
Risposta ADUC
Tutto cio' che lei sostiene e' logico, ma non esistono leggi che dicano come si dovrebbe fare in questi casi, perche' si tratta solo di accordi fra le parti che, al limite, l'intervento di un giudice potrebbe raddrizzare (crediamo -noi- a suo favore), ma per l'appunto l'intervento di un giudice. Se la sente dopo aver messo in mora (clicca qui) il suo coinquilino? L'alternativa e' trovare l'accordo o cambiare casa.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti