Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 marzo 2001
Domanda 25 marzo 2001
Cara ADUC
vorrei sapere quali leve poter utilizzare per sensibilizzare una pronta definizione di una vertenza di rimborso che ho presentato alla soc. ANAS a valle di un sinistro occorsomi in data 07/10/00 su un tratto del Grande Raccordo Anulare che presentava problemi di scarsa manutenzione del manto stradale presente.
In merito preciso che, in detta occasione, versavano condizioni di forte pioggia che alimentavano anomali allagamenti della strada uniti alla presenza di sostanza oleosa piu’ o meno diluita. Le condizioni di scivolosita’ erano elevatissime e tali da farmi perdere completamente il controllo della mia autovettura.
Il tratto di strada in esame risulta perfettamente rettilineo e le condizioni di visibilita’ erano pressoche’ buone essendo comunque le ore 14:00 in condizioni di bassissimo traffico.
Nell'incidente non ho coinvolto nessuno tranne il guard-rail che ho colpito con la parte posteriore del mio mezzo.
Immediatamente, a valle dell'accaduto, ho richiesto telefonicamente l'intervento della Polizia Stradale e dell'Anas i quali, dopo 15 min.ca., sono sopraggiunti congiuntamente sul luogo dell'accaduto.
Nel mentre avevo modo di notare che, pur rallentati dall'accaduto, i mezzi che sopraggiungevano su quel tratto di strada trovavano serie difficolta’ di aderenza (tra i quali una Ford Focus che pur urtando la barriera in cemento alla propria sinistra non ha ritenuto utile fermarsi ad attendere l'intervento da me richiesto).
Ho richiesto pertanto al personale ANAS di operare un sopralluogo puntuale del manto per segnalare oltretutto il pericolo agli altri automobilisti ma nulla di fatto. Mia hanno risposto che "quando piove, piove per tutti"!
Evidentemente erano restii a bagnarsi pure loro. Ho richiesto la stessa cosa alla pattuglia intervenuta che di contro mi ha invitato a spostarmi un poco piu’ avanti per posizionarci sotto un ponte allo scopo di rimanere asciutti.
Le mie condizioni erano pietose: bagnato ed infreddolito oltre che agitato per l’accaduto.
Nel susseguirsi delle fasi di redazione del prontuario a cura degli agenti, mi e’ stato espressamente dichiarato che non avevo alcuna responsabilita’ dell’accaduto in quanto le valutazioni sviluppate sul caso, indicavano come rispettati tutti i prerequisiti di sicurezza previsti dal nuovo codice della strada.
A conclusione della redazione del pronturario di rilevazione a cura della P.S., sono stato invitato ad andarmene a casa in quanto il mezzo era ancora marciante (anche se completamente distrutto nella parte posteriore).
A mente fresca, due giorni dopo, ho richiesto di poter visionare il verbale redatto e, con mio profondo stupore, veniva riportato che l’accaduto era imputabile esclusivamente alla forte pioggia. E gli allagamenti? E la sostanza oleosa da me vista?
Ho richiesto di operare una integrazione della mia dichiarazione per evidenziare quanto non espressamente citato.
Una settimana dopo ho provveduto ad inoltrare alla soc. ANAS una vertenza di rimborso indicando capillarmente ogni riferimento di ausilio per intervenire, con opere di ripristino, per migliorare le condizioni dell’asfalto che di fatto presentavano caratteristiche di scarso drenaggio e ridotto fattore di grip.
Con mia profonda soddisfazione il mese successivo, a meta’ di novembre, quel tratto di strada e’ stato reso oggetto di lavori che hanno migliorato nettamente i profili di aderenza e di sicurezza attraverso la posa di un nuovo manto di asfalto a caratteristiche completamente differenti.
In tutto questo io, ad oggi, non ho avuto alcun riscontro dalla soc. ANAS sul mio caso. L’unica risposta che riesco ad ottenere e’ che il loro geometra deve ancora operare i sopralluoghi tecnici sul posto.
Ma come si fa a periziare un tratto di strada reso oggetto di migliorie a valle dell’accaduto?
Sono passati ormai quasi sei mesi e credo che tale noncuranza non sia piu’ giustificabile.
Di contro credo di non avere riferimenti oggettivi per intavolare una causa in quanto gli elementi a mia disposizione sono pressoche’ scarsi.
Io non ho avuto ne’ la forza, ne’ la pazienza e forse neanche la conoscenza per obbligare lo svolgimento dei sopralluoghi da me richiesti e questo, ora, mi si volge contro.
Cosa posso fare?
RingraziandoVi anticipatamente dell’attenzione che vorrete porre al mio caso, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti. Alberto.

Risposta ADUC
Ci pare che in mano non abbia niente (ne' perizie ne' testimoni), e che le eventuali prove rimaste siano scomparse col rifacimento.
Provi una conciliazione davanti al giudice di pace:
a seconda di quello che verra' fuori, decidera' se tentare o meno passi ulteriori (sperando in qualche elemento che dovesse scaturire dal confronto).
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