Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 settembre 2007
Cara Aduc, ieri accompagnavo mio figlio a scuola. Parcheggiavo l'auto sulla sinistra della carreggiata. Un vigile mi invitava a spostarla e a parcheggiare nel parcheggio che si trova 30mt. circa piu' avanti. Facevo la manovra richiesta, accompagnavo mio figlio e al ritorno il vigile mi contestava l'art. 141 c.3 e 8. (Velocita')
Intendo far ricorso al Giudice di Pace in quanto la mia velocita', tenuto conto dello spazio ridotto e della manovra di immissione nella carreggiata e svolta per entrare nel parcheggio, non superava il limite della velocita' di 50 Km/h. Nello spazio dei 30mt vi è anche un dosso artificiale che non consente il passaggio a velocita' "pericolose". Il vigile non è in grado di constatare con esattezza la mia velocita' in quanto impegnato da solo in servizo di viabilita'. Al Momento della manovra si trova posteriormente alla mia auto e non mi puo' veder transitare. Cio' è confermato dal fatto che il verbale non mi viene contestato al momento dell'infrazione (in quanto impegnato in viabilita') ma al mio ritorno dalla struttura scolastica dopo aver accompagnato il figlio. Alla mia richiesta di sapere come poteva ritenere la mia velocita' elevata e quindi pericolosa e a quanto stessi transitando( il vigile non era dotato di apparecchi per la misurazione della velocita') il vigile riferiva di aver constatato la mia velocita' pericolasa mediante una valutazione ESCLUSIVAMENTE PERSONALE. Intendo per quanto scritto ricorrere al Giudice di Pace. Sono validi i miei presupposti per il ricorso?
Lorenzo, da Uzzano
Intendo far ricorso al Giudice di Pace in quanto la mia velocita', tenuto conto dello spazio ridotto e della manovra di immissione nella carreggiata e svolta per entrare nel parcheggio, non superava il limite della velocita' di 50 Km/h. Nello spazio dei 30mt vi è anche un dosso artificiale che non consente il passaggio a velocita' "pericolose". Il vigile non è in grado di constatare con esattezza la mia velocita' in quanto impegnato da solo in servizo di viabilita'. Al Momento della manovra si trova posteriormente alla mia auto e non mi puo' veder transitare. Cio' è confermato dal fatto che il verbale non mi viene contestato al momento dell'infrazione (in quanto impegnato in viabilita') ma al mio ritorno dalla struttura scolastica dopo aver accompagnato il figlio. Alla mia richiesta di sapere come poteva ritenere la mia velocita' elevata e quindi pericolosa e a quanto stessi transitando( il vigile non era dotato di apparecchi per la misurazione della velocita') il vigile riferiva di aver constatato la mia velocita' pericolasa mediante una valutazione ESCLUSIVAMENTE PERSONALE. Intendo per quanto scritto ricorrere al Giudice di Pace. Sono validi i miei presupposti per il ricorso?
Lorenzo, da Uzzano
Risposta ADUC
Da quanto ci dice non crediamo che il vigile le contestasse il superamento dei limiti di velocita', ma la velocita' pericolosa per lo specifico contesto in cui lui l'aveva rilevata. A questo tipo di contestazione, visto che quanto sostiene un vigile abitualmente viene preso piu' in considerazione che non un cittadino non in divisa, il ricorso lo potrebbe fare solo se ha una qualche testimonianza che avvalori la sua tesi contro quella del vigile. Eventualmente, qui un facsmile: clicca qui
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