Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 marzo 2001
Domanda 25 marzo 2001
In data 23.11.2000 mio marito firmava un contratto di acquisto di una parure di perle dalla ditta 'le petit byoux' di Cecchini Giancarlo con sede in Roma, pero' era d'accordo che mi avrebbe interpellato prima di decidere.
In data 04 dicembre 2001 arrivava l'ordinazione che non veniva ritirata in quanto non desiderata.
In data 24 marzo 2001 arriva una raccomandata con la quale la ditta dichiara che il contratto e' concluso irrevocabilmente e che rimandera' il pacco con l'ulteriore addebito di £60.000 (il valore del pacco era di £580.000). A questo punto non volendo comperare la parure come potrei comportarmi senza incorrere in procedure penali?
Il fatto di averla rifiutata una prima volta esclude adesso il mio diritto di recesso?

Risposta ADUC
Se il contratto era stato materialmente stipulato, il recesso avrebbe potuto essere esercitato esclusivamente entro 7gg. dalla stipula e non oltre.
La consegna avrebbe concesso un ulteriore termine di 7gg. entro cui recedere, solo ed esclusivamente se la merce consegnata fosse difforme da quella consegnata: certo, il rigetto e' stato senza alcun dubbio uno sbaglio ed un comportamento indebito: ad ogni modo, se cio' che le consegnano fosse difforme da quanto indicato in contratto, puo' essere ugualmente contestato (anche se il precedente comportamento non e' a vostro favore, tuttavia consente il rispetto della normativa in merito). Se la merce corrisponde, va accettata.
Diverso sarebbe se in contratto fosse esplicitamente inserita la condizione sospensiva: nel qual caso, avrebbe il diritto di attendere l'avverarsi di questa condizione, essendo illegittimo pretendere un'esecuzione precedente (ma c'era, una condizione scritta, una sospensione temporale, od altro?).
A seconda di come e' avvenuto il rigetto ed a seconda del fatto che cio' sia o meno previsto da contratto, puo' contestare la maggiorazione applicata.
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