Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 settembre 2007
Non riesco a trovare i riferimenti di legge che mi possano dare certezze nella situazione che descrivo di seguito, ho consultato periti Medici Legali della Procura dell Repubblica ed Assistenti sociali della USL ma mi danno pareri diametralmente opposti. Spero mi capirete se usero' dei riferimenti di fantasia, l'indirizzo email e' corretto! Mia moglie, per problemi psichiatrici legati a traumi infantili, ha intrapreso un "cammino terapeutico" condotto da 3 operatori senza scrupoli, nell'ordine: in un primo momento si e' curata presso un "centro olistico omeopatico" dove una sedicente dottoressa (poi si e' scoperto essere un'infermiera) prescriveva farmaci a gogo utilizzando il ricettario del marito medico di base, successivamente e' stata "curata" da una sua collega laureata in medicina ma che non esercitava, infine, negli ultimi tre anni, e' stata "seguita" da un agopunturista (medico, neo specializzando in psichiatria) che ha prescritto cocktail di psicofarmaci come fossero acqua fresca ed una volta richiesto di emettere regolari fatture, ha fatto rilasciare i documenti fiscali da una collega di altra citta' (e regione) che non aveva mai visto mia moglie. Inutile dire che tali "cure" non hanno sortito alcun effetto ma anzi mia moglie e' peggiorata rendendo un inferno le relazioni sociali famigliari ed interpersonali. Da circa un mese, poi, dopo aver "esercitato e concentrato la propria rabbia su un obiettivo" (cosi' il diario di psicoterapia descrive il sottoscritto) ha iniziato le pratiche di separazione con le conseguenze del caso per la nostra piccola figlia. A margine di questa situazione di per se' pesante io non riesco a sapere con precisione quale normativa si applica quando un famigliare sano di mente chiede al "medico curante" di sapere a quali trattamenti terapeutici e farmacologici viene sottoposto un coniuge con evidenti problemi (mia moglie e' al sesto incidente d'auto con la figlia a bordo), se e quale diagnosi sia stata formulata e come le persone piu' prossime possono interagire ed essere utili in un percorso di terapia. Mentre un medico legale mi ha detto che io ho "non solo il diritto a sapere ma il medico avrebbe avuto il dovere di informarmi" lo psicoterapeuta di mia moglie (richiesto di quanto sopra) ha opposto la legge sulla privacy (la norma prezzemolina per eccellenza) ed ha coperto tutto con il segreto professionale. In sintesi: io ho diritto a sapere - la separazione non e' ancora avvenuta e tuttora conviviamo - cosa ha mia moglie, come viene curata e come posso essere utile? Se si', in base a quale norma, se no, in base a quale norma?? Vi ringrazio dell'attenzione e dell'utilissimo servizio che svolgete, potete rispondermi all'email indicata Ancora grazie.
Francesco da Perugia
Francesco da Perugia
Risposta ADUC
Se sua moglie fosse incapace di intendere e volere, il diritto a sapere ci sarebbe per il tutore, ma non essendo questo il caso, le informazioni vengono fornite solo al paziente direttamente e alle persone da questi indicate, a meno che il medico non si prenda la responsabilita' di farlo anche ad altre persone, parenti o meno. E' la legge sulla privacy.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti