Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 marzo 2001
Domanda 22 marzo 2001
Sono proprietaria di un piccolo appezzamento di terreno (ca 3000mq) che costituisce pertinenza del fabbricato urbano dove risiedo. Su tale appezzamento fu concesso a titolo gratuito nel lontano 1963 l'installazione di alcuni pali di sostegno (quattro) della linea telefonica della allora SIP con l'impegno da parte di questa a rimuoverli su semplice richiesta. Da sottolineare che tali pali sostengono oltre che la linea principale costituita da un grosso cavo anche un cavo destinato ad un'utenza privata.
L'appezzamento di cui trattasi e’ inoltre perimetrato da strade pubbliche.
A una richiesta scritta (AR) con cui si chiedeva la rimozione di tali sostegni, volendo procedere alla sistemazione del giardino, non e’ stata data alcuna risposta. Solo dopo innumerevoli telefonate e fax a vari uffici mi e’ stato risposto via telefono che se avessi provveduto a mie spese a realizzare uno scavo nel mio terreno la Telecom avrebbe potuto eseguire l'interramento di tali cavi.
Chiedo se sia possibile sottostare ad una richiesta del genere?
In che modo posso obbligare la TELECOM a rimuovere tali sostegni?
Posso impedire l'accesso nella mia proprieta’?
Devo rivolgermi al giudice di pace o incaricare un legale?
Posso eventualmente chiedere anche la refusione dei danni per l'impossibilita’ di utilizzare pienamente la mia proprieta’?
Se si dovessero procurare dei danni a tali strutture nel corso dei lavori che intendo realizzare chi e’ responsabile?
Vi ringrazio per le risposte che vorrete darmi.
Cordiali saluti.

Risposta ADUC
E' indispensabile conoscere il contenuto dell'atto con il quale la Sip otteneva il privilegio di installare i cavi in questione: se non si conoscono i termini dell'accordo, e' impossibile sapere che cosa sia o meno consentito fare.
Potrebbe chiedere il rimborso del danno, pretendere lo spostamento, entrambe le cose o nessuna delle due: dipende dagli accordi (l'ultimo caso, tuttavia, e' ipotizzabile non a fronte di accordo tra le parti -presumibilmente- ma di decreto prefettizio o servitu' coattiva).
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