Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 marzo 2001
Domanda 22 marzo 2001
Cara ADUC,
Salve! Sono uno dei tanti cittadini italiani che sicuramente non affittera’ mai piu’ un’abitazione (come gia’ accade) e, cercando di essere breve, raccontero’ la mia odissea.
Nel 1995 ho affittato, "a prezzo d’amico", un appartamento a tre persone (un agente immobiliare, un assicuratore e un avvocato) che lo hanno adibito ad uso ufficio, come pattuito nel contratto di locazione regolarmente registrato e fiscalmente dichiarato.
Sin dal primo momento i tre si sono dimostrati poco seri, "dimenticando" la corresponsione della rata (quadrimestrale) o adducendo scuse puerili per il ritardo del pagamento, MAI rispettato.
Tutto questo si ripeteva e si e’ ripetuto a tutt'oggi con i comprensibili disagi da parte mia (vari pagamenti, tasse, ecc.).
Volendo avviare un'attivita’ artigianale e stanco dei fastidi avuti e delle prese in giro, nel giugno del 2000, un anno prima della scadenza, come prescrive la legge, invio formale lettera di diniego di rinnovo del contratto, rispettando alla lettera quanto cita la legge.
A gennaio di quest'anno, l'agente immobiliare mi telefona e con fare minaccioso e indisponente mi diceva: se lui avesse dovuto lasciare l'appartamento lo avrebbe fatto solo dopo il pagamento dell'indennita’ di mancato avviamento da parte mia.
A queste parole, convinto che fossero dettate oltre che dall'irriconoscenza anche da una cattiva interpretazione della norma, e all'ennesimo mancato pagamento dell'affitto di ben quattro mesi, mi rivolgevo ad una legale.
L'avvocato mi confermava purtroppo che l'indennita’ doveva essere corrisposta ugualmente e allo stesso tempo spediva tre A/R per avvisare e diffidare i tre che se non avessero pagato il canone arretrato avremmo agito per vie legali chiedendo lo sfratto.
Dopo qualche giorno dal ricevimento delle raccomandate i tre inviavano un vaglia postale con la somma dovuta.
Sempre l'agente immobiliare, dopo diversi giorni dal vaglia e dopo settimane dalla scadenza del canone di febbraio, mi telefonava per cercare un "accordo unilaterale" per il rilascio dei locali. Lo stesso dichiarava esplicitamente di rifiutarsi di pagare il canone dovuto poiche’ tale somma sarebbe stata detratta dall'indennita’ che avrebbe dovuto ricevere da me alla scadenza.
Ho fatto presente quanto accaduto all'avvocato ma, stranamente, questi ha minimizzato tutto e mi ripeteva che dovro’ pagare ugualmente l'indennita’.
Sicuramente insoddisfatto di tutto, come si puo’ immaginare, non so cosa fare. Di sicuro non vorrei pagare l'indennita’, in quanto mi sembrerebbe di subire la beffa oltre il danno gia’ ricevuto. A questo punto avrei delle domande da porvi:
1) A chi dei tre soggetti, per legge, spetta l'indennita’ di cui sopra?
2) Sono a conoscenza di sentenze della Cassazione che negano l'indennita’ a chi si sia comportato in modo poco corretto, abbia ritardato o rifiutato di pagare il canone., E’ possibile applicarle nel mio caso?
3) Ho qualche speranza di poter, quanto meno, dovendo io corrispondere l'indennita’, essere risarcito dei "danni" subiti dal comportamento dei tre durante i sei anni?
4) La risoluzione del contratto di locazione puo’ essere richiesta per morosita’ prolungata e reiterata anche se e’ in corso il diniego di rinnovo del contratto, affinche’ non debba pagare l’indennita’ in quanto il conduttore e’ venuto meno a clausole del contratto?
5) Per le stesse ragioni appena accennate sono a conoscenza di alcune sentenze della S.C. (6397 del 23/06/99; 9595 del 25/09/98 e 9863 del 05/10/98) che parlano di clausola risolutiva per mora colpevole se il pagamento avviene dopo l’intimazione di sfratto; di grave inadempimento dovuto al rifiuto di pagare il canone o di sospensione arbitraria dei pagamenti. Si possono riscontrare similitudini e applicabilita’ con il mio caso?
Scusate se forse sono stato prolisso e ripetitivo per essere piu’ preciso nella esposizione dei fatti, ma cerco di ricevere risposte piu’ precise ed esaurienti possibili.
Grazie anticipatamente per un vostro interessamento.

Risposta ADUC
Occorrerebbe sapere che attivita' abbiano impiantato, per sapere se hanno diritto ad un'indennita'. Infatti, di "attivita'" commerciale esposta al pubblico deve trattarsi. Se fosse uno studio professionale, non riusciamo ad inviduarci un diritto all'avviamento, non essendo un'attivita' commerciale.
Certo, non essendoci stato sfratto, non potra' addurre la citata mora di cui al punto 5, trattandosi -da quanto esposto- di contestazione fattibile se il pagamento fosse ancora mancante al momento dell'intimazione di sfratto (che non ci pare ci sia stata ancora).
La risoluzione per morosita' puo' essere richiesta, ma occorre che i pagamenti manchino -ed inoltre, tutto si risolve se in udienza il moroso paga.
Tuttavia, potendo dimostrare i danni ed il comportamento reiteratamente scorretto, sarebbe possibile contestare la legittimita' -o per lo meno la quantita'- dell'avviamento (se veramente dovuto).
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