Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 marzo 2001
Domanda 22 marzo 2001
Non so se potete darmi un consiglio legale e comportamentale...
Vi spiego i fatti in breve: per motivi di lavoro da circa 10 anni devo fare controlli d'ufficio ad una ditta con sede nel Veneto, gestita da un originario napoletano, che ha affari con il Sud (l'unico del suo settore che ci "riesce") e che ha sempre presentato una situazione diciamo difficile...
Lo scontro dei miei colleghi con il tizio era continuo, e per lavorare serenamente si agiva sempre in equipe, almeno in due alla volta, mai da soli.
Circa 4 anni fa una sceneggiata particolarmente movimentata, con aggressione piu’ minacciosa del solito, ha portato a una mia denuncia alla magistratura.
Alcuni giorni dopo sono arrivate in ufficio direttamente a me ed indirettamente al mio superiore le scuse, "un giorno di nervosismo..., affari che non vanno..." etc.. e la promessa che un simile comportamento non sarebbe piu’ capitato.
Qualche mese dopo ho ricevuto a casa (il mio indirizzo non era a loro disposizione!?!) la telefonata di un'altro responsabile della stessa ditta, che con la scusa di sapere "come sta’, e’ malata che non la vedevo piu’, passi a trovarci...e non ci porti rancore, dimentichi!!!" Ha smesso solo dopo che ho accettato queste "indicazioni".
Da allora piu’ nulla. E questo silenzio di tre anni mi preoccupa molto, anche perche’ ora il Tribunale ha fissato la data del prossimo processo nella prima udienza filtro alla quale mi sono presentato per la citazione come teste, e ho scoperto che il napoleteno era "contumace". Per il giudice, ma questro tizio, che da allora si comporta come un angioletto con tutti i miei colleghi, cosi’ come gli hanno consigliato, mi risulta che sia gia’ stato condannato... e che alla prossima condanna torna in carcere!)
Non ho nascosto i miei timori in ufficio, e per quando possibile per un po’ hanno evitato di mandarmi nella ditta in questione, poi solo di recente, prima per distrazione e in seguito per emergenza, sono stato "comandato" a dei controlli, anche a ore strane e anche da solo!! Mi sono rifiutato, ho litigato con superiori e con colleghi, ma... "non c'e’ alternativa manca personale".
Ora che faccio, sarei tentato a non presentarmi all'udienza fissata per venerdi’ 30 p.v., ma ho avuto la citazione verbale del giudice...
1 domanda: che succede se non mi presentassi al processo, devo giustificarmi? e poi mi richiamano!
2 domanda: poi procedono senza il teste offeso usando comunque la denuncia scritta (dall'ufficio mi hanno detto che io non servo al tribunale e quel giorno sono piu’ utile al lavoro - siamo in emergenza e sottorganico - che tanto c'e’ gia’ tutto scritto);
3) posso contattare il p.m. o devo farlo tramite un legale? Devo, mi consigliate di sentire un avvocato?
4) se mi capita di trovarmi ancora da solo faccia a faccia.... che fareste voi... (umanamente quasi mi spiace, sembra veramente un'altra persona. ..piu’ che dire che non posso agire diversamente...);
Spero di avere da voi tramite mail qualche consiglio, anche per sentire un'altra campana sulla vicenda.
Saluti e buon lavoro...

Risposta ADUC
La testimonianza non puo' evitarla: se non si presenta il Pm puo' decidere se rinunciare a lei o mandarle i carabinieri a casa per essere accompagnato coattivamente all'udienza successiva.
Al Tribunale serve, altroche': sembra di capire che sia un testimone rilevante per l'accusa.
Lei deve solamente dire come si sono svolti i fatti, senza aggiungere nulla e senza nessun commento: se qualcosa non lo ricorda, non importa, basta che confermi che quando ha presentato la denuncia ha affermato i fatti cosi' come le risultavano e conseguentemente non puo' che confermare gli atti. Puo' chiamare l'ufficio del pubblico ministero: eventualmente, potranno rispondere alle sue domande.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →