Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 settembre 2007
Domanda 4 settembre 2007
Riporto in forma sintetica quanto successo il giorno 11 ottobre 2006. Avendo alcune ricevute/bollette a me intestate da eliminare, ho pensato di bruciarle nella tazza del water-closet. Forse un'idea poco brillante, ma non volevo intasarlo ed ho pensato fosse la soluzione giusta. Purtroppo ha cominciato a far molto piu' fumo del previsto ed ho subito spento buttando acqua. Il fumo ha pero' continuato ad uscire, ho allora aperto le finestre e sono uscito di casa per alcuni minuti. Al rientro mi sono sentito chiamare dal retro della casa (l'appartamento e' al primo piano). Erano i Vigili del fuoco avvisati dai vicini che avevano visto il fumo e non avevano ottenuto risposta. Alla loro insistenza a voler verificare personalmente quanto stava accadendo ho risposto che non c'era piu' alcun problema e che "in casa mia lascio entrare solo chi mi pare". Dopo alcuni minuti ho sentito picchiare violentemente con i pugni all'uscio di casa. Ho socchiuso e ai Carabinieri che mi chiedevano di entrare ho riproposto la mia versione di "assoluta privatezza" del mio domicilio. Stavo riaccostando la porta quando questa e' stata violentemente spinta dai due. Uno di loro mi ha spinto con forza all'interno dell'abitazione, mentre i vigili andavano a controllare la "sorgente del fumo". Riporto il dialogo urlato intrattenuto con i militari dell'Arma:
io: "non avete alcun diritto di fare questo".
maresciallo: "non mi rompere i coglioni".
carabiniere (dondolandomi le manette davanti al naso e continuando a spingermi): "queste te le lego al collo, ti trascino in caserma e ti sbatto in galera".
carabiniere: "abbassa lo sguardo, stronzo. Ti ho detto di abbassare lo sguardo" (cosa che ovviamente non ho fatto). Da notare che, essendo consapevole del reato di "resistenza a pubblico ufficiale", non ho reagito in alcun modo.
maresciallo: "dammi i documenti". A questo punto e' seguito una specie di interrogatorio con richiesta di tutte le informazioni personali mentre il maresciallo scriveva sono andato a vedere in bagno e ho notato che il vigile del fuoco stava leggendo il contenuto degli spezzoni di carta che aveva tirato fuori dal water. A questo punto si e' conclusa la vicenda e se ne sono andati. Ho subito visto che molti libri nella libreria erano spostati, probabilmente qualcuno ha dato un'occhiata alle "mie fonti" e un'antina dell'armadio aperta. C'e' quindi stata una perquisizione in piena regola (tra l'altro per alcuni giorni mi e' rimasta sul braccio "l'impronta" della manetta). Riporto in forma sintetica quanto successo il giorno successivo 12 ottobre 2006. Sono andato al Commissariato a sporgere denuncia, ma quando ho precisato chi erano i destinatari, l'agente di polizia ha chiamato il Commissario che mi ha ricevuto nientedimeno che nel suo studio. Ho raccontato i fatti che ovviamente ha reinterpretato a modo suo suggerendomi di inviare una lettera al Comando provinciale dell'Arma per "un'indagine interna". Poiche' sono disoccupato e non posso permettermi di pagare la parcella di un avvocato ho preferito lasciar perdere, ma la cosa mi e' pesata e mi pesa tuttora. Possibile che i diritti siano garantiti solo a chi possa permetterselo? Vi ringrazio in anticipo per ogni vostro cortese suggerimento.
Giuseppe

Risposta ADUC
Per prima cosa, sappia che in caso di necessita' ed urgenza (il fumo che esce da un appartamento e' uno di questi casi), i vigili del fuoco (e quindi le forze dell'ordine) hanno il dovere di entrare in casa sua, con o senza il suo permesso. Naturalmente lei potra' contestare il fatto che non vi fossero motivi sufficienti per considerare la situazione tale, ma -nuovamente- un vicino che vede del fumo uscire da una finestra solitamente e' una motivazione sufficiente per giustificare l'entrata in casa. Detto questo, se quanto ci dice e' realmente accaduto, e lei non ha contribuito ad alimentare la tensione ostacolando il lavoro delle autorita', il comportamento nei suoi confronti del maresciallo e dei suoi colleghi e' invece illegittimo, al limite dell'abuso. Il problema, ovviamente, e' che lei era solo, e quindi potrebbe essere la sua parola contro quella di diversi carabinieri (ed un giudice ovviamente crederebbe a questi ultimi). Quindi, senza poter dimostrare la sua versione dei fatti (altri testimoni, registrazioni, etc.), le consigliamo di lasciar perdere, altrimenti rischia anche una controdenuncia per calunnia.
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