Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 marzo 2001
Domanda 20 marzo 2001
Ho fatto la mia lista di nozze ad un centro Giotto di Roma. Mi era stato promesso un buono acquisto (spendibile dal sottoscritto) pari al 3% della merce acquistata. Sono stati effettuati acquisiti per circa 8 milioni ed alla chiusura della lista di nozze mi e' stato consegnato un buono scritto su carta semplice in cui risultava che avevo diritto ad un buono spendibile nel suddetto centro Giotto per circa 240.000 lire. Nel buono non era riportata alcuna scadenza.
Mi sono presentato in suddetto centro alla fine di Dicembre ovvero circa 5 mesi dopo la chiusura della lista. A questo punto mi e' stato detto che non avevo piu' diritto al buono in quanto erano trascorsi tre mesi dalla chiusura della lista. La commessa mi ha detto che aveva bisogno dell'autorizzazione del titolare per poter procedere.
Aspettavo altri due mesi e mezzo che il famoso titolare (mai presente in negozio) esprimesse il suo parere, recandomi periodicamente a chiedere informazioni alla commessa (circa 7 volte). Alla fine la commessa mi riferiva che il titolare non riteneva piu' valido il buono che tuttora io possiedo.
La commessa affermava che per legge tale buono aveva valore tre mesi. Ma sul buono tale scadenza non era riportata.
Cosa ne pensate?
Grazie.

Risposta ADUC
Non comprendiamo a che cosa il rivenditore si riferisca. La scadenza del buono e' giusto che esista, ma deve essere in qualche modo deducibile o direttamente indicata.
Dunque, puo' inviare una raccomandata A/R al rivenditore, facendo presente quanto sopra e dettando un termine di giorni entro cui provvedere a comunicarle la spendibilita' del buono stesso avvisando che -in difetto- fara' causa per danni, considerandoli inadempienti.
Potra' poi rivolgersi al giudice di pace.
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