Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 marzo 2001
Cara Aduc,
ringrazio per le informazioni che mi avete precedentemente inviato. Ho ancora bisogno di un Vs. autorevole consiglio.
Sono in causa con mio zio per una causa di tentato usucapione. Davanti al Giudice i legali delle rispettive parti si sono già presentati 2 volte e la prossima udienza è prevista per il prossimo mese di maggio.
Faccio una prefazione: mio zio abita dal 1962 nell'appartamento al 2° piano di una villetta di 2 appartamenti che i miei genitori hanno costruito nell'anno 1961. Per puro spirito di fratellanza i miei genitori hanno concesso l'uso dell'abitazione alla famiglia di mio zio a titolo gratuito (anche su "pressione" della nonna paterna che era la reale destinataria dell'appartamento) e lo zio non ha mai corrisposto alcun importo, se non relativo a spese straordinarie di matutenzione (es. sostituzione della caldaia), per i quasi 40 anni duranti i quali egli ha vissuto e vive in questa casa. Ora lo zio rivendica l'usucapione della proprietà (non del diritto di abitazione).
I miei genitori si sono sempre interessati alla proprietà, hanno acquistato il terreno edificabile, hanno costruito a loro spese l'intero immobile, l'hanno sempre manutenuto, hanno sempre pagato le tasse sulla proprietà:ICI, iSI, IRPEF e sui modelli 740 sin dagli anni '70 hanno sempre dichiarato che l'immobile ora conteso è concesso in uso gratuito a parenti.
Mia madre è deceduta nel 1998 ed il sottoscritto, unico figlio, ha ereditato nel marzo 1999 la quota di sua proprietà pagando gli oneri di successione che la legge in quell'anno stabiliva.
Fino a quel momento lo zio viveva tranquillamente nel suo appartamento e benchè informato, lui e i suoi figli, dell'avvenuta successione nulla si mosse. Nel luglio del 2000, dopo quindi oltre 15 mesi, io e mio padre riceviamo l'atto di citazione da parte di un legale dove lo zio chiede l'appartamento per intervenuto usucapione. Da allora non dormo di notte, non tanto per il valore economico della vicenda (comunque da non trascurare), ma soprattutto per due motivi:
1) per un fatto etico/morale,
2) perchè questo tentato usucapione ha bloccato ogni trattativa di vendita della casa che stavo trattando ed ero già quasi al perfezionamento. Per onore di verità nella trattativa della vendita dell'intero immobile (2 appartamenti + pertinenze) avevo messo come clausola il vitalizio a favore dello zio (nuda proprietà). Quindi lo zio avrebbe continuato a vivere in questo appartamento sino alla sua morte. Solo a novembre 2000 sono riuscito a vendere il solo appartamento al 1° piano non introitando tra l'altro oltre 100 milioni (sono congelati con scrittura davanti al notaio) perchè nella citazione l'avvocato della controparte ha commesso degli errori di trascrizione (poi ammesse davanti al giudice) che non rendevano chiaro le unità immobiliari che erano oggetto dell'usucapione e pertanto il mio acquirente si è giustamente cautelato in attesa del chiarimento della vicenda. Quindi oltre al danno anche la beffa; non posso pienamente disporre nemmeno delle mie unità abitative che non sono sotto giudizio di usucapione.
Per cercare di stringere il discorso io e mio padre per difenderci dal tentativo di usucapione abbiamo prodotto la seguente documentazione: - progetto planimetrico della costruzione intestato ai miei genitori - autorizzazione a costruire da parte del comune - iscrizione al catasto urbano - mappali catastali - documentazione di estinzione del 1973 del mutuo ipotecario - documentazione di richiesta allacciamento alla rete fognaria - pagamento dei servizi di servitù - richiesta di abitabilità - pagamento di multa perchè si è costruito una superficie abitativa minore rispetto a quanto disposto dalla legge Topini - copia dei versamenti IRPEF sulla casa dai redditi 1976-2000 - versamenti ICI 1992-2000 - atto di successione a mio favore.
Il tutto vede come proprietari i miei genitori e poi con la successione il sottoscritto e mio padre. La controparte ha prodotto come documentazione solo alcuni assegni girati da mio padre che secondo lo zio sono relativi ai pagamenti ICI/IRPEF (gli importi ovviamente non corrispondono con quanto realmente versato per ICI/IRPEF tranne che per un caso e ne ricordo anche il motivo: lo zio in maniera subdola mi chiese un giorno "per sola curiosità" a quanto ammontava il versamento ICI di quell'anno). Questi assegni (per un totale di 4 milioni nell'arco di quasi 40 anni non dimentichiamolo) sono riconducibili ai lavori di manutenzione straordinaria intervenuti per sostituzione caldaia e sistemazione tetto.
Inoltre dal mio legale vengo informato che la controparte ora cerca una mediazione, ci ha chiesto di fare un'offerta in denato; ma che offerta??? E' forse un segnale di "debolezza" della controparte? Ultima domanda cosa altro posso produrre, ammesso di averla (purtroppo molta documentazione è andata persa), come ulteriore documentazione per contrastare l'usucapione?
Posso fare altre azioni?
Grazie per tutto.
ringrazio per le informazioni che mi avete precedentemente inviato. Ho ancora bisogno di un Vs. autorevole consiglio.
Sono in causa con mio zio per una causa di tentato usucapione. Davanti al Giudice i legali delle rispettive parti si sono già presentati 2 volte e la prossima udienza è prevista per il prossimo mese di maggio.
Faccio una prefazione: mio zio abita dal 1962 nell'appartamento al 2° piano di una villetta di 2 appartamenti che i miei genitori hanno costruito nell'anno 1961. Per puro spirito di fratellanza i miei genitori hanno concesso l'uso dell'abitazione alla famiglia di mio zio a titolo gratuito (anche su "pressione" della nonna paterna che era la reale destinataria dell'appartamento) e lo zio non ha mai corrisposto alcun importo, se non relativo a spese straordinarie di matutenzione (es. sostituzione della caldaia), per i quasi 40 anni duranti i quali egli ha vissuto e vive in questa casa. Ora lo zio rivendica l'usucapione della proprietà (non del diritto di abitazione).
I miei genitori si sono sempre interessati alla proprietà, hanno acquistato il terreno edificabile, hanno costruito a loro spese l'intero immobile, l'hanno sempre manutenuto, hanno sempre pagato le tasse sulla proprietà:ICI, iSI, IRPEF e sui modelli 740 sin dagli anni '70 hanno sempre dichiarato che l'immobile ora conteso è concesso in uso gratuito a parenti.
Mia madre è deceduta nel 1998 ed il sottoscritto, unico figlio, ha ereditato nel marzo 1999 la quota di sua proprietà pagando gli oneri di successione che la legge in quell'anno stabiliva.
Fino a quel momento lo zio viveva tranquillamente nel suo appartamento e benchè informato, lui e i suoi figli, dell'avvenuta successione nulla si mosse. Nel luglio del 2000, dopo quindi oltre 15 mesi, io e mio padre riceviamo l'atto di citazione da parte di un legale dove lo zio chiede l'appartamento per intervenuto usucapione. Da allora non dormo di notte, non tanto per il valore economico della vicenda (comunque da non trascurare), ma soprattutto per due motivi:
1) per un fatto etico/morale,
2) perchè questo tentato usucapione ha bloccato ogni trattativa di vendita della casa che stavo trattando ed ero già quasi al perfezionamento. Per onore di verità nella trattativa della vendita dell'intero immobile (2 appartamenti + pertinenze) avevo messo come clausola il vitalizio a favore dello zio (nuda proprietà). Quindi lo zio avrebbe continuato a vivere in questo appartamento sino alla sua morte. Solo a novembre 2000 sono riuscito a vendere il solo appartamento al 1° piano non introitando tra l'altro oltre 100 milioni (sono congelati con scrittura davanti al notaio) perchè nella citazione l'avvocato della controparte ha commesso degli errori di trascrizione (poi ammesse davanti al giudice) che non rendevano chiaro le unità immobiliari che erano oggetto dell'usucapione e pertanto il mio acquirente si è giustamente cautelato in attesa del chiarimento della vicenda. Quindi oltre al danno anche la beffa; non posso pienamente disporre nemmeno delle mie unità abitative che non sono sotto giudizio di usucapione.
Per cercare di stringere il discorso io e mio padre per difenderci dal tentativo di usucapione abbiamo prodotto la seguente documentazione: - progetto planimetrico della costruzione intestato ai miei genitori - autorizzazione a costruire da parte del comune - iscrizione al catasto urbano - mappali catastali - documentazione di estinzione del 1973 del mutuo ipotecario - documentazione di richiesta allacciamento alla rete fognaria - pagamento dei servizi di servitù - richiesta di abitabilità - pagamento di multa perchè si è costruito una superficie abitativa minore rispetto a quanto disposto dalla legge Topini - copia dei versamenti IRPEF sulla casa dai redditi 1976-2000 - versamenti ICI 1992-2000 - atto di successione a mio favore.
Il tutto vede come proprietari i miei genitori e poi con la successione il sottoscritto e mio padre. La controparte ha prodotto come documentazione solo alcuni assegni girati da mio padre che secondo lo zio sono relativi ai pagamenti ICI/IRPEF (gli importi ovviamente non corrispondono con quanto realmente versato per ICI/IRPEF tranne che per un caso e ne ricordo anche il motivo: lo zio in maniera subdola mi chiese un giorno "per sola curiosità" a quanto ammontava il versamento ICI di quell'anno). Questi assegni (per un totale di 4 milioni nell'arco di quasi 40 anni non dimentichiamolo) sono riconducibili ai lavori di manutenzione straordinaria intervenuti per sostituzione caldaia e sistemazione tetto.
Inoltre dal mio legale vengo informato che la controparte ora cerca una mediazione, ci ha chiesto di fare un'offerta in denato; ma che offerta??? E' forse un segnale di "debolezza" della controparte? Ultima domanda cosa altro posso produrre, ammesso di averla (purtroppo molta documentazione è andata persa), come ulteriore documentazione per contrastare l'usucapione?
Posso fare altre azioni?
Grazie per tutto.
Risposta ADUC
Quegli assegni non ci paiono molto significativi: infatti, anche se suo zio le avesse prestato i soldi per l'Ici (non ha certo pagato lui direttamente il bollettino a suo nome: ed e' questo che conta, piu' che altro, salve solidissime prove contrarie) non ne fa certo il proprietario di questa casa.
Riteniamo, che si stia preoccupando un po' troppo, rispetto alle prove esibite. Certo, tutto puo' accadere, ma non ci pare che abbia necessita' di transare. Ad ogni modo, se vuole evitare ulteriori spese con la causa -che vi costera'- se ha voglia (e solo se ha veramente voglia) puo' concedere l'uso od il diritto di abitazione allo zio -solo a lui, non viene trasferito alla famiglia- tenendoselo sino alla sua morte.
Riteniamo, che si stia preoccupando un po' troppo, rispetto alle prove esibite. Certo, tutto puo' accadere, ma non ci pare che abbia necessita' di transare. Ad ogni modo, se vuole evitare ulteriori spese con la causa -che vi costera'- se ha voglia (e solo se ha veramente voglia) puo' concedere l'uso od il diritto di abitazione allo zio -solo a lui, non viene trasferito alla famiglia- tenendoselo sino alla sua morte.
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