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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 luglio 2007
Domanda 26 luglio 2007
In Aprile emettevo un assegno postale di euro 400,00, dopo qualche giorno mi telefonava una persona delle Poste Italiane avvisandomi che era scoperto e di provvedere urgentemente; così feci entro 1 ora dalla telefonata. L' E/C postale di quel mese, indica 3 movimenti, lo stesso giorno della telefonata, nell'ordine: ¤ 15 (commissioni impagato), euro 450,00 (versamento in contanti), euro 400,00 (pagamento assegno). Non ricevevo altre comunicazioni dalle Poste Italiane, venerdì 20/7 vengo a sapere di essere stato segnalato al CAI, resituisco un carnet di assegni alla mia Banca, mi viene chiuso il C/C, la Carta di Credito eccetera. Probabilmente, le Poste si appelleranno agli art. 8 e 9 della L. 386/91, dicendo che mi avranno mandato il "preavviso di revoca" chiedendo il deposito cauzionale del 10% e che, "la comunicazione si ha per effettuata ove consti l'impossibilita' di eseguirla presso il domicilio eletto"; in quanto per motivi di lavoro, sono spesso assente per lunghi periodi ed esiste l'ipotesi che non abbia ricevuto eventuali raccomandate. Personalmente, dubito che, essendo caduto l'oggetto del contendere (l'assegno che fu pagato immediatamente), le Poste italiane, abbiano il diritto di continuare la pratica CAI. Esiste qualche abuso da parte loro e come posso rivalermi per una pronta cancellazione?
Alessandro, da San Giovanni al Natisone

Risposta ADUC
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