Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 marzo 2001
Egregi Signori, qualche mese fa ho subito dei danni alla mia moto in sosta davanti il mio ufficio, causati da un urto di un ciclomotore di un collega. Il collega, riconosciuta la colpa, ha pensato di compilare il CID come denuncia dell'accaduto anche se non valido perchè un veicolo coinvolto nell'incidente è un ciclomotore. Il collega ha assicurato il ciclomotore con una nota assicurazione, però con la sede in Sicilia e fin quì tutto bene.
Io, preoccupato per la sede della assicurazione in Sicilia , e pensando che fosse una notevole perdita di tempo intraprendere strade a me sconosciute, ho pensato di chiedere assistenza ad un vecchio conoscente perito tecnico infortunistica stradale. Contatto il perito il quale mi avverte che non tratta il caso in quanto nell'incidente non ci sono lesionati e mi cosiglia di agire per mio conto. Comunque mi chiede di consegnargli la fotocopia del CID per sottoporla al fratello avvocato ed avere informazioni al riguardo. Salutato il conoscente e uscito dal suo studio, non ho più avuto nessun contatto con lui. Intraprendo tutta una serie di telefonate, lettere, fax documentati (con ricevuta), appuntamenti, fino ad arrivare alla tanto attesa perizia. Il perito dell'assicurazione della controparte concorda con me senza alcun problema il risarcimento, e dopo qualche giorno ricevo regolarmente a casa l'assegno di risarcimento. Passate alcune settimane, ricevo a casa una telefonata dal fratello del vecchio conoscente perito, il quale mi comunica, con non poca arroganza, che la parcella per l'assistenza a me prestata l'ha richiesta alla assicurazione della controparte e che io avrei dovuto firmare allo stesso una richiesta d'assistenza.
Mi sono alterato perchè io non ho più avuto contatti con nessuno di quello studio e tanto più ho svolto tutto il lavoro da solo. Ho preso tempo e sono qui da Voi per chiedervi cortesemente quale comportamento dovrei adottare in merito. In sintesi le domande sono:
- E' normale questo comportamento da parte del perito conoscente ?
- dovrei informare qualche autorità ?
Scusate per la lunga lettera ma non potevo altrimenti. In attesa di un Vostro riscontro, ringrazio infinitamente per la cortese attenzione ed invio cordiali saluti a tutti.
Io, preoccupato per la sede della assicurazione in Sicilia , e pensando che fosse una notevole perdita di tempo intraprendere strade a me sconosciute, ho pensato di chiedere assistenza ad un vecchio conoscente perito tecnico infortunistica stradale. Contatto il perito il quale mi avverte che non tratta il caso in quanto nell'incidente non ci sono lesionati e mi cosiglia di agire per mio conto. Comunque mi chiede di consegnargli la fotocopia del CID per sottoporla al fratello avvocato ed avere informazioni al riguardo. Salutato il conoscente e uscito dal suo studio, non ho più avuto nessun contatto con lui. Intraprendo tutta una serie di telefonate, lettere, fax documentati (con ricevuta), appuntamenti, fino ad arrivare alla tanto attesa perizia. Il perito dell'assicurazione della controparte concorda con me senza alcun problema il risarcimento, e dopo qualche giorno ricevo regolarmente a casa l'assegno di risarcimento. Passate alcune settimane, ricevo a casa una telefonata dal fratello del vecchio conoscente perito, il quale mi comunica, con non poca arroganza, che la parcella per l'assistenza a me prestata l'ha richiesta alla assicurazione della controparte e che io avrei dovuto firmare allo stesso una richiesta d'assistenza.
Mi sono alterato perchè io non ho più avuto contatti con nessuno di quello studio e tanto più ho svolto tutto il lavoro da solo. Ho preso tempo e sono qui da Voi per chiedervi cortesemente quale comportamento dovrei adottare in merito. In sintesi le domande sono:
- E' normale questo comportamento da parte del perito conoscente ?
- dovrei informare qualche autorità ?
Scusate per la lunga lettera ma non potevo altrimenti. In attesa di un Vostro riscontro, ringrazio infinitamente per la cortese attenzione ed invio cordiali saluti a tutti.
Risposta ADUC
Ci pare che il comportamento sia stato moralmente scorretto, poiche' e' pur vero che un perito ha diritto ad essere pagato per la consulenza, ma nel caso specifico questa richiesta appare artificiosa.
Conseguentemente, anche se il perito ha in mano il suo Cid, consigliamo di inviare una raccomandata A/R di contestazione e diffida, rivolgendosi poi al giudice di pace: se potesse avere la testimonianza di persone presenti al colloquio, sarebbe opportuno, poiche' in difetto c'e' pur sempre la difficolta' di dimostrare perche' egli avesse il suo Cid.
Conseguentemente, anche se il perito ha in mano il suo Cid, consigliamo di inviare una raccomandata A/R di contestazione e diffida, rivolgendosi poi al giudice di pace: se potesse avere la testimonianza di persone presenti al colloquio, sarebbe opportuno, poiche' in difetto c'e' pur sempre la difficolta' di dimostrare perche' egli avesse il suo Cid.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti