Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 luglio 2007
Egregi Signori, ritengo di essere stata vittima dell'ennesimo abuso da parte di riparatori che approfittano dello stato di necessità di persone sole per pretendere compensi esorbitanti. ieri 21 luglio, sabato, nel pomeriggio ho avuto un problema con la porta del mio appartamento. Non trovando un fabbro nella mia zona (Milano, viale Piceno) ho chiamato il numero di un fabbro trovato sulle Pagine Gialle: si è presentato a casa mia un tizio che ha smontato il pannello della porta, constatato che la serratura era in ordine ma uno dei ferri a H che bloccano la porta non scorreva, perciò ha fatto un intervento di fortuna consistente semplicemente nella rimozione di tale ferro, ha riavviato il pannello (tempo totale delle operazioni: non più di mezz'ora, nessuna sostituzione di pezzi, nessuna riparazione, tra l'altro lo spioncino è stato riposizionato male) e alla fine ha preteso per tale operazione 400 euro più IVA (per la verità sulle prime ne voleva 300 senza IVA). Ho protestato per la cifra, che mi sembra molto cara, e avendo nel portafoglio solo 100 euro, ho detto che gli avrei pagato 100 euro di acconto e il saldo alla presentazione di una fattura regolare, con la dimostrazione (tramite tabelle della Camera di Commercio o simili) della correttezza dell'importo. L'individuo ha inscenato un putiferio, neppure voleva dirmi come si chiama, sono stata costretta a chiamare la Polizia Locale, e, solo in presenza dei Vigili, ha rilasciato non una fattura, ma una specie di ricevuta su un blocchetto Buffetti su cui risulta un timbro di una ditta individuale di Venaria Reale (TO), dicendo che passerà a riscuotere il saldo entro mercoledì. I Vigli Urbani ben poco hanno fatto: si sono limitati a prendere le generalità di entrambi. Sono molto preoccupata, perché l'atteggiamento di quel tipo era molto minaccioso ed io abito da sola. Mi ha insospettito anche il fatto che dapprima aveva detto di chiamarsi "Filippo" e poi ai Vigili Urbani ha dato una carta di identità da cui sembrerebbe chiamarsi "Salvatore Tamburello". Dopo che se ne è andato, ho controllato sulle Pagine Bianche e né la ditta di Venaria Reale, né Salvatore Tamburello risultano avere un numero di telefono fisso sull'elenco. Io ho soltanto un timbrino e dei numeri di cellulare. Ma non è tutto: l'individuo, quando è uscito da casa mia insieme ai Vigili, è sceso giù, poi è risalito dicendo di non trovare il casco della moto e la borsa: gli ho fatto vedere che non li aveva lasciati a casa mia, e allora si è infuriato ancor di più, ha gridato che glieli avevano rubati per colpa mia e nell'andarsene ha dato un violento cazzotto al pulsante dell'ascensore, rompendolo. Sono stata alla Polizia ma non mi è stato possibile nepure fare un esposto, perché i funzionari con cui ho parlato non hanno rilevato nulla di penalmente rilevante, mi hanno soltanto detto che, se la ditta non rilascia regolare fattura, debbo fare la segnalazione alla Guardia di Finanza e, quanto al pulsante, la denuncia per danneggiamento la deve fare l'amministratore del Condominio. Ma io come posso fare per evitare di pagare una cifra esosa per una riparazione che non è stata fatta? Vi ringrazio per l'attenzione e Vi saluto cordialmente.
Maria Gabriella, da Milano
Maria Gabriella, da Milano
Risposta ADUC
Per quanto riguarda il prezzo della riparazione, lei ha torto. Doveva chiedere prima un preventivo e, in caso di rifiuto, rivolgersi a qualche altro fabbro. Non ci si puo' lamentare dopo il lavoro. Per quanto riguarda invece la rottura del pulsante dell'ascensore, i vigili hanno sbagliato a non accettare la sua denuncia. Si rechi pure ai Carabinieri o alla Procura. Naturalmente se lei e' l'unica testimone, sara' la sua parola contro quella del fabbro (difficile ottenere giustizia in questo caso).
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