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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 luglio 2007
Domanda 23 luglio 2007
Volevo chiedervi se gentilmente potevate aiutarmi con questa situazione che sembra infinita e da cui non riesco ad uscire... Nell'anno 2003 ricevo una telefonata da parte dell'architetto del comune in cui possiedo da anni una casa di villeggiatura... mi chiede una porzione del mio terreno a titolo gratuito al fine di poter costruire una strada silvo-pastorale; sottolinea inoltre il fatto che i proprietari dei terreni vicini sono d'accordo a dare anche il loro pezzo di terreno... aggiunge anche che se non fossi stata d'accordo mi avrebbero comunque espropriato. Do cosi' il consenso (anche perche' a quanto pare non avevo alternativa) ma in cambio chiedo il ripristino di eventuali danni e l'allacciamento della mia casa al contatore dell'acqua. Nell'estate dello stesso anno incontro anche gli altri proprietari che invece negano cio' che mi aveva affermato l'architetto ovvero nessuno di loro e' d'accordo con l'esproprio del terreno e molti di loro non sono nemmeno a conoscenza del progetto della strada. Chiediamo cosi' chiarimenti ed una convocazione al sindaco che pero' viene fatta in orari e giorni inaccessibili per noi che viviamo ad un'ora e mezza dal posto. Cerco inoltre di revocare il mio consenso (perche' estrapolato anche con "l'inganno" dell'architetto), ma il comune mi risponde che ormai non e' piu' possibile. I lavori prendono dunque inizio piu' o meno nel 2004. Nel mese di agosto mi reco per un primo sopralluogo e purtroppo prendo atto dei danni causati dai mezzi pesanti dell'impresa che hanno provocato crepe alle pareti a causa del dissestamento del terreno (e' una zona di montagna), la spaccatura a meta' di molti gradini esterni per via delle forti vibrazioni, ecc. Chiamo dunque l'impresa che sostiene che i danni siano antecedenti ai lavori. Scrivo cosi' al comune e per conoscenza all'impresa di costruzioni per informarli dei danni causati facendo valutare il tutto da un geometra esterno da me scelto. Vengo inoltre a sapere che l'impresa ha fatto del mio spazio esterno adibito a parcheggio il loro cantiere senza nemmeno chiedermi l'autorizzazione... a testimonianza di questo pochi mesi dopo accade un infortunio sul lavoro proprio nei pressi del mio parcheggio dove un operaio a causa della betoniera si e' visto amputare un piede. I soccorsi e l'eliambulanza sono costretti a posteggiare intorno alla mia proprieta' (tutto sempre senza che io sapessi nulla). Nonostante tutto l'impresa tutt'ora nega l'utilizzo. Riscrivo dunque al comune che sostiene che la responsabilita' sia invece di competenza dell'impresa... inizia cosi' un giro di lettere e telefonate in cui il comune ritiene responsabile l'azienda che a sua volta sostiene che i danni fossero pre-esistenti e che io voglia "rifarmi" la casa a spese loro... notare che tutti gli abitanti della zona hanno avuto danni causati dai cingolati, dalle vibrazioni degli stessi... il mio vicino si e' trovato un masso in casa e tutti gli altri hanno delle crepe enormi su tutte le proprieta'... ma nonostante tutto non riusciamo ad ottenere niente proprio per questo rimbalzo di responsabilita'!? A meta' del 2006 ho inviato al comune una diffida di pagamento all'impresa ritenendolo responsabile in solido... l'unica cosa che finora ho ottenuto e' una lettera dell'impresa che si impegna a sistemare i "piccoli" danni che secondo loro sono stati causati e non tutti quelli riconosciuti anche dal mio geometra e di cui gli abbiamo inviato le foto! Gia' mi hanno espropriato di un pezzo di terriero ora devo pure sistemare i danni causati da loro?! E' il caso di dire oltre il danno la beffa! Se potete aiutarmi ve ne sarei gratissima... anche perche' finora non sono riuscita ad ottenere niente nonostante le lettere, il geometra a mie spese, ecc. io vorrei che quella casa tornasse cosi' come era, ma purtroppo abbiamo solamente foto posteriori cioe' quando i danni erano gia' stati causati perche' mai avremmo pensato di trovarci in questa situazione!? Grazie mille del prezioso aiuto.
Heidi, da Verdello

Risposta ADUC
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