Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 luglio 2007
Domanda 21 luglio 2007
Cara Aduc mi trovo in una situazione veramente particolare e non so come uscirne. Ho appena acquistato un appartamento che era accatastato come C1 (negozio) ma che il precedente proprietario ha provveduto a modificare in A1 (con regolare cambio di destinazione d'uso accordato dal Comune di Milano) prima della firma del rogito avvenuta il 25 Giugno scorso. Si sono subito presentati dei problemi in quanto gli altri condomini hanno dichiarato, in un'assemblea tenutasi precedentemente al mio acquisto, di non essere d'accordo sul cambio di destinazione d'uso dei locali in oggetto. Questo mi e' stato riferito solo piú tardi quando avevo giá iniziato i lavori di ristrutturazione necessari per l'effettiva trasformazione, ma secondo il parere dei diversi esperti che abbiamo contattato sia io che il precedente proprietario questo non puó e non deve essere un problema perche' secondo il codice civile se il regolamento condominiale non vieta il cambio di destinazione in questo senso, non rientra nei diritti dell'assemblea condominiale stabilire se si puó fare o meno. Il precedente proprietario ha fatto inviare dal suo avvocato una lettera all'amministratore in cui venivano citati tutti gli articoli del CC dove risulta chiaro che e' nei nostri diritti procedere con la trasformazione e veniva comunicata la data di inizio degli stessi. Premetto che una trasformazione identica e giá stata fatta per l'appartamento confinante con il mio nel 2004. Da negozio e' stato trasformato in appartamento con le seguenti modifiche: la vetrata con saracinesca su strada e' stata sostituita da un muro con finestra provvista di sbarre di sicurezza e l'entrata sul retro del negozio (vi si accede dal cortile) e' diventato l'ingresso principale dell'appartamento. I lavori che stiamo effettuando (dietro presentazione di regolare DIA in comune) nel mio appartamento sono esattamente gli stessi. A nulla sono valse le nostre spiegazioni ai condomini, ai consiglieri e all'amministratore, il quale nonostante la lettera del legale si e' categoricamente rifiutato di far svuotare l'impianto di riscaldamento (per altro giá spento vista la stagione) adducendo come pretesto il fatto che lui e' "un rappresentante dei condomini e se i condomini non hanno dato il permesso per questi lavori io non sono autorizzata a farli e lui non e' autorizzato a fare nulla che mi possa facilitare o aiutare in questo". Per l'impianto il problema l'abbiamo risolto perche' facendo le tracce per gli attacchi della cucina l'operaio ha inavvertitamente rotto un tubo del riscaldamento che passava sotto il pavimento e quindi abbiamo dovuto urgentemente provvedere allo svuotamento dell'impianto (non senza problemi dal momento che l'amministratore si e' rifiutato di venire ad aprirci il locale caldaia e abbiamo dovuto quindi rompere la porta sia di quello che di una cantina in cui aveva cominciato a filtrare l'acqua. Ovviamente abbiamo poi risistemato tutto a spese nostre). Ora il problema peró mi si pone per il contatore del gas che al momento non c'e'. L'azienda che lo fornisce mi ha chiesto di procurarmi, per quando verranno ad attivare la fornitura, il nulla osta dell'amministratore. Non gliel'ho ancora chiesto ma so perfettamente cosa mi risponderá. Inutile sottolineare l'ignoranza e la testardaggine degli elementi coinvolti... Uno dei consiglieri mi ha anche detto, ridendo: ah, signorina si sta andando a cacciare in un bel guaio! Una bella causa non gliela toglie nessuno. Magari poi la perderemo ma lei per 5 anni non potrá fare niente e qui non ci puotrá entrare! Ho voluto fidarmi dei consigli degli esperti ma ora sono veramente preoccupata! Potete aiutarmi?? Vi prego, sono disperata!! Purtroppo in Italia il fatto di NON AVERE DIRITTO di fare una cosa non e' sinonimo di NON POTERLA FARLA... So che loro non possono opporsi ma lo stanno facendo! Vi sarei grata se poteste rispondermi con una certa urgenza. Cordiali saluti.
Aurora, da Milano

Risposta ADUC
La ringraziamo della fiducia che ripone in noi ma, in linea di massima, per quanto e' possibile comprendere da quello che ci scrive, sembra che il suo avvocato l'abbia consigliata bene. Per il gas, a questo punto, non resta che l'intimazione con messa in mora: clicca qui
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