Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 luglio 2007
Spett.le Redazione, ho casualmente letto sul Corriere della sera di ieri un trafiletto di Alberoni, il quale ci ricordava, per quanto concerne l'evoluzione della specie umana, di come le donne scelgano, (o almeno ci provino...) per un possibile rapporto di coppia, generalmente uomini ricchi e posizionati, in quanto considerati più intelligenti e forti e in grado di offrire un futuro migliore alla discendenza. Concetto tipico della sociobiologia, che fu trattato da Richard Dawkins nel libro "Geni in famiglia" in maniera molto esaustiva, secondo il noto concetto del "Gene egoista". Da tempo sto riflettendo su queste idee che sono certamente radicate nella mentalità generale della specie umana. Tuttavia, ricapitolando la filogenesi della specie politica homo sapiens, debbo notare che, se le cose stessero realmente così, proprio a causa di quella selezione sessuale teoricamente ottimale allora dovremmo già da molto tempo nel mondo essere tutti quanti figli di persone bellissime, sanissime, ricchissime e posizionate, mentre non è certo così, anzi... Sottoclassi sociali e poveri figliano abbondantemente, dimostrando direttamente come molte donne scelgano uomini brutti, poveri, ammalati e anche ignoranti, e molti uomini si accompagnino con donne di simile natura... dunque perpetuando nel tempo un corredo genetico e anche economico non certo molto desiderabile... e che fanno di conseguenza sempre restare il mondo nella condizione di metà ricco metà povero, in un equilibrio precario che non farà altro che accentuare uno stato di permanente conflitto tra le due parti. Dunque, molti altri fattori entrano in gioco nella partita riproduttiva, compresi non trascurabili pressioni ambientali di tipo ideologico e anche religioso. E' chiaro che l'ideale sarebbe proprio che molte persone resistessero all'istinto animale di riprodursi a qualunque costo, e si chiedessero prima: sono nelle condizioni fisiche, mentali ed economiche per mettere al mondo un essere che si possa trovare bene e a suo agio in questo mondo, oppure metterò al mondo una persona che partità già nella condizione più svantaggiata possibile rispetto agli altri, e maledirà molte volte di essere stato fatto nascere? In quel caso, meglio per tutti è l'astenersi dalla riproduzione. Lo so che potremmo perdere teoricamente un nuovo Einstein. Tuttavia, a mio modesto parere, meglio rinunciare ad un Einstein in più, e contemporaneamente ad un miliardo di Non-Einstein in aggiunta, che faranno una vita disgraziata e miserabile: è un prezzo troppo alto da far pagare a molti per fare star bene, felice, appagato e ricoperto di fama e onori uno solo. Grazie x l'attenzione.
Francesco
Francesco
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