Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 luglio 2007
Domanda 16 luglio 2007
Nel 2003 ho acquistato un laboratorio gia' adibito da anni alla vendita al dettaglio per ristrutturarlo per esercitarvi la mia attivita' di odontoiatra: La Dia veniva presentata il 19/12/2003 e sino al 15/04/2004 il comune non si e' fatto vivo chiedendoci della documentazione. Da quel momento e' seguita una serie di invio di documentazione e risposte del comune che eccedevano sempre i sessanta o anche i 90 giorni, L'atto del contendere infine si incentrava sul fatto che il comune ritiene che le opere hanno comportavano una variazione d'uso da produttivo a terziario diventato nell'ultima lettera commerciale. Volevano che si verificasse se si violassero le percentuali previste dalle nta art30 del prg. Un avvocato che era stato consultato aveva inviato una lettera sostenendo che essendo da piu' di vent'anni i locali adibiti ad uso commerciale la richiesta era infondata ,ma il comune sostiene che fanno fede ai fini della destinazione d'uso solo gli atti relativi alla concessione edilizia iniziale che parla di "laboratorio" A febbraio dell'anno scorso dopo piu di sei mesi che attendavamo risposta e' arrivata una comunicazione che continuava a confermare questa tesi e ci chiedeva di effettuare la verifica dell'art. 30 al fine di verificare eventuale aggravio standard e monetizzazione (si parlava di circa 12000 euro). Andavo quindi direttamente a parlare con il dirigente, che in realta' infine si mostrava possibilista' mi disse di non far nulla che avrebbero verificato se si poteva far rientrare la destinazione d'uso in altra categoria che non fosse onerosa. tranquillo sono passati ben 14 mesi, qualche giorno fa mi giunge una comunicazione con cui mi si avvisa che il confermano che il cambio da produttivo a commerciale e' assoggettato all'aggravio di standard e si informa di dare avvio al procedimento per l'applicazione della prevista sanzione amministrativa ai sensi dell'art 53 della Lege REgionale n12/2005. Mi chiedo: ma e' corretto che rispondino con queste tempistiche? E' corretto che procedano ad accollarmi una sanzione amministrativa quando loro a voce mi hanno detto di non far nulla? Sono insomma in torto e quindi e' meglio che paghi senza dir niente oppur c'e' modo di evitare la sanzione? L'avvocato sosteneva nella lettera spedita al comune anche che la richiesta di documentazione ai fini della determinazione di eventuale aggravio standard e' infondata in virtu' dell'articolo 1 della legge regionale n1/2001 i comuni sono si tenuti ad indicare in quali casi i mutamenti di destinazione d'uso attuati con opere edilizie comportino un aumento o variazione del fabbisogno di standard, ma a cio' possono provvedere esclusivamente "attraverso lo strumento urbanistico", e solo in questo caso possono poi stabilire le modalita' di reperimento degli eventuali standard aggiuntivi: poiche' il l Comune di Milano non ha mai approvato una variante di piano regolatore in tal senso , in ogni caso non puo' legittimamente assumere alcuna determinazione in merito ai citati standard aggiuntivi. Mi era stato detto che se anche si potrebbe appellarsi al Tar e' del tutto sconveniente da un punto di vista economico e' vero? Grazie mille.

Risposta ADUC
Ci spiace, ma non siamo in grado di risponderle. Occorrerebbe conoscere tutta la documentazione e la normativa locale di riferimento, cosa che solo il suo avvocato e/o un'associazione locale della piccola proprieta' immobiliare potrebbe fare.
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