Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 luglio 2007
La Rifondazione Comunista dell'Ospedale Galliera di Genova. Due documenti alle mani per valutare quanto accaduto in questi ultimi giorni alla Ginecologia e Ostetricia dell' Ospedale Galliera di Genova: siamo appena usciti dal clima di attacco terroristico mosso a Mons. Bagnasco, colpevole solo di aver insediato la cattedra episcopale della Arcidiocesi ligure, di essere stato nominato neo Presidente della CEI e di aver richiamato la Chiesa italiana e i fedeli tutti ad essa appartenenti all'importanza del valore della famiglia, senza nessuno sconto o compromesso sui Dico. In questo clima genovese di meta' anno, entra in scena il nuovo Sindaco di Genova la "superMarta" che dopo aver preso possesso del Suo ufficio al palazzo Tursi non puo' non appoggiare e dare un segnale di ringraziamento a chi nella Sua propaganda elettorale le ha dato man forte: sono i "mangiapreti", coloro che pur di schierarsi contro la Chiesa arrivano ad essere paladini dell'aborto, i tanti scolaretti di Mercedes Bo' che devono in qualche modo togliersi un bel sassolino dalle loro strette scarpe, l'Angelo Bagnasco di Genova, e impugnano la spada per colpire sull'accordo regionale che da qualche tempo permetteva all'Ospedale Galliera, di cui l'Arcivescovo e' Presidente, di inviare le mamme con certificato di aborto in mano al vicino Ospedale Evangelico, attrezzato in Day Surrgery per un intervento simile. Avvocati difensori di questo appello alla liberta' della donna insieme alla "SuperMarta" sono Marco Nesci, Franco Bonello e Tirreno Bianchi , appartenenti al Prc-Se - Comunisti italiani - Unione a Sinistra, i quali contestano alla Curia Genovese il mancato rispetto dell'applicazione della Legge 194 perche', a detta dei firmatari, il Vescovo Bagnasco e' colpevole e responsabile di ingerenza della Chiesa contro la laicita' dello Stato nel momento in cui l'ospedale Galliera si accorda con l'Ospedale Evangelico per dirottare le donne che richiedano ivg nel day surgery multidisciplinare dell'Evangelico, piu' attrezzato a questo tipo di intervento. Viene ribadito anche nella medesima interrogazione che a proposito della ivg si tratti spesso di intervento invasivo, di cui non si possono escludere anche gravi e pericolose complicazioni per la vita stessa della donna e proprio per questo ancora una volta viene auspicata l'applicazione di tecniche meno invasive come ad esempio la pillola Ru486. Tale interrogazione ha poi trovato risposta verbale in questi giorni per intervento di Montaldo, Assessore alla Sanita' ligure in Regione. Dalle numerosissime "appurazioni, valutazioni, considerazioni, evidenziazioni e rilevazioni" e quant'altro di sinonimi possano trovarsi nel Dizionario della Lingua Italiana di Rifondazione Comunista che si apprendono nell'interrogazione a risposta immediata ad oggetto: sospensione delle interruzioni di gravidanza all'Ospedale Galliera- grave intervento della Curia genovese nel mancato rispetto dell'applicazione della Legge 194/78 a firma rifondazione Comunista, avete letto bene: si afferma cio' che nessuno di noi avrebbe osato dire con tanta sufficienza e cioe' che l'intervento di ivg che la donna sceglie liberamente e senza costrizione esterna e' un intervento che essi stessi ammettono pericoloso per la salute della donna, addirittura fino al rischio di morte, come si evince dalle loro dichiarazioni. E noi che da piu' di 30 anni continuiamo a gridarlo. Dove l'Arcivescovo Bagnasco usa la ragione, essi attaccano la fede della Chiesa e non capiscono che l'aborto (che resta anche un problema morale per un cristiano) e' prima di tutto un problema di ragione per un laico. Leggendo e rileggendo le pagine dell'interrogazione di R.C., non si riscontra alcun riferimento a nessun progetto culturale per combattere un fenomeno che puo' provocare la morte della donna oltre alla morte del concepito; si lascia la donna "sola" nella scelta, "sola" nel rischio, "sola" nelle conseguenze psicologiche della scelta abortiva. Ancora piu' "sola" quando gli esponenti di Rifondazione della Regione Liguria auspicano e incentivano la pillola Ru486. Non hanno ancora capito, grosso limite di cultura, che la pillola RU 486 e' fallita perche' ha gia' causato 15 morti documentate e perche', parola di chi gia' dalla vicina Toscana ne ha fatto uso, lascia la donna in uno stato di solitudine prolungata a diversi giorni con una emorragia continua e con la sensazione del distacco fetale progressivo ma troppo rallentato anche per la piu' convinta abortista. Ci piacerebbe sederci ad un tavolo e ragionare con questi paladini dell'aborto su un progetto culturale che senza dubbio a loro e' sempre mancato. Ci piacerebbe con loro concordare sul fatto che l'aborto e' la soppressione di una vita umana, di una vita gia' formata, di una vita che non e' in grado di dire di voler nascere; ci piacerebbe con loro elaborare progetti culturali nuovi perche' all'aborto, sicuramente con l'aiuto dello Stato prima ancora che con l'aiuto di Dio, possano essere trovate alternative piu' umane nel rispetto della vita nascente, ma prima di tutto nella tutela della dignita' della donna-madre, lei che sembra stare proprio nel cuore a tutti, nessuno escluso.
Eraldo
Eraldo
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