Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 luglio 2007
Domanda 6 luglio 2007
Cara Aduc, ti scrivo in merito ad una questione abbastanza singolare concernente il condominio. Si tratta di uno di quei condomini formato da villette singole, in cui inizialmente i beni comuni erano costituiti da strade interne, aree di parcheggio e verde, impianto acque bianche e nere e annesso depuratore, impianto acqua potabile e non (irrigua). Da quest'anno il tutto e' stato ceduto gratuitamente dai proprietari (non i condomini, ma tre persone abitanti nel condominio tra cui il costruttore del complesso) al Comune, con l'eccezione dell'impianto di acqua irrigua, che rimane in comodato d'uso ai condomini. Non so per quale motivo anche quest'ultimo bene non e' stato ceduto al Comune. Il fatto e' che l'Amm. re, pur avendo ricevuto il mandato di liquidare il condominio per quanto era possibile, continua a caricare spese che dovrebbero essere a carico del Comune (es. manutenz. strada/verde), oppure ritarda le domiciliazioni dell'acqua potabile che permetterebbero ad ognuno di pagare la propria bolletta. Il tutto ovviamente facilitato dal fatto che, per vari motivi (tra cui convocazioni fatte in tempi guarda caso brevi) e' rarissimo vedere le stesse persone in due assemblee di condominio consecutive! A questo punto io ed altri condomini che insieme non raggiungiamo la quota legale per decidere alcunche' ci siamo chiesti: perche' non adire le vie legali visto che (a) il regolamento di condominio non e' piu' valido dal momento che i beni che costituivano il condominio stesso non sono piu' tali; (b) l'acqua irrigua (unico bene comune rimasto) puo' essere distribuita solo a chi ne fa richiesta (ognuno ha il suo contatore che puo' essere all'occorrenza sigillato). Abbiamo la possibilita' di agire autonomamente, anche contro il volere degli altri condomini, vista la situazione assurda in cui ci troviamo? L'Amm. re ha ovviamente tutto l'interesse a non cambiare le cose. Adesso, siccome sono anni (dal 1996!!!) che l'impianto di acqua irrigua presenta perdite mai rilevate (cosa che ha fatto salire alle stelle il valore delle bollette di energia elettrica necessaria per azionare delle pompe di distribuzione dell'acqua), egli ha avuto mandato di affidare dei lavori per risolvere il problema, quindi altre spese ed allungamento del "brodo"... (forse per questo motivo il Comune non ha preso questo impianto, cosi' il proprietario dello stesso, che e' stato cosi' "magnanimo" da mettercelo a disposizione, ci fa pagare le spese per la sua riparazione prima di cederlo!!). Insomma, per farla breve, possiamo autonomamente agire di forza per uscire una volta per tutte da un condominio ormai inutile? A chi dobbiamo indirizzare la richiesta e in che termini? Qual e' il tempo minimo che dobbiamo concedere all'Amm. re per sbrigare le eventuali ultime formalita' burocratiche per la nostra uscita definitiva? Ringrazio anticipatamente e invio i miei piu' cordiali saluti.
Luca, da Sacrofano/Roma

Risposta ADUC
Se l'amministratore non rispetta le regole e' chiaro che puo' essere perseguito, a limite anche in sede penale, da un singolo condomino. Visto che la situazione e' complessa le consigliamo di appoggiarsi ad un'associazione di inquilini della sua zona che potranno consigliarle la via piu' appropriata per agire.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →