Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 luglio 2007
Domanda 6 luglio 2007
Mi e' stata notificata una multa per aver attraversato con il rosso. Mi sono recato personalmente presso l'ufficio dei vigili per visionare le foto (mi sembrava impossibile una tale infrazione) ed eventualmente assumermi la responsablita' come conducente. Viste le foto ho commentato con il vigile la situazione che aveva determinato l'infrazione, un camion telonato che mi copriva il semaforo,in fila, partito probabilmente sul filo del giallo; io a ruota con il rosso. A quel punto l'agente mi chiede se quindi confermavo di essere alla guida della macchina, Confermo, lui scarabocchia qualcosa. Siccome anni fa avevo commesso un infrazione per la quale non ricordavo se mi avessero sottratti altri punti, non ero nemmeno certo che la cosa fosse avvenuta in un periodo in cui vigeva l'attuale normativa punti patente, chiedo all'agente di indicarmi un sito internet in cui verificare il mio stato alla luce dei punti che adesso mi avrebbero tolto, mi dice di non essere a conoscenza di un tale sito ma di potermi fornire il numero della motorizzazione. ca cui telefonare. A qel punto, avendo in mano il bollettino di notifica della multa, mi chiede se puo' scriverlo sul dorso della notifica. Dopo, chiedo se e' tutto a posto, saluto e me ne vado. Pago la multa e, mentalmente, chiudo la questione, avendo l'assoluto convincimento di aver assolto a tutti gli obblighi, multa pagata, assunzione di responsabilita' come conducente comunicata personalmente. Dopo un mese dalla scadenza dei termini per il pagamento della multa, mi arriva una nuova multa in cui mi si contesta di essermi rifiutato, senza giustificato motivo, di fornire i dati del conducente. Mi reco negli uffici, faccio presente di essermi recato personalmente a comunicare la mia responsabilita', ricapitolo i fatti, mostro a riprova della mia visita il numero scritto dal vigile, che riconosce la sua scrittura che, tuttavia, mi dice di trovare strano il fatto di non aver proceduto alla compilazione e alla controfirma del tagliandino (io ignoravo assolutamente l'iter) e che quindi, se non si era proceduto in tal senso e' perche' io probabilmente, visto che non ricordava l'accaduto, mi ero rifiutato di firmarlo perche' volevo pensarci. Una falsita' enorme. Tengo a precisare che non avrei potuto incolpare, per tanti e piu' nobili motivi, nessuno, che nessuno guida la mia macchina oltre me, che non ho mai avuto decurtazioni di punti (l'infrazione che temevo avesse potuto portarmi via dei punti era avvenuta prima dell'attuale regime), che al momento del fatto possedevo 22 punti, che, per motivi legati al lavoro, per due volte al giorno e per 5 giorni la settimana io passo a dieci metri di distanza dall'ufficio dei vigili, in orario utile, e che se avessi anche minimamente avuto il sospetto che la questione richiedeva un ulteriore intervento non mi sarebbe costato assolutamente nulla assolvere alla richiesta. Morale della favola, esistono verita' che sono piu' vere di altre, il vigile non ha assolutamente considerato la sia pur piccola possibilita' che, nel corso della nostra prima chiacchierata, possa esser sorto un equivoco e che a tale equivoco possa aver contribuito il tono della sua domanda e quel suo scarabocchiare successivo, o che semplicemente si sia dimenticato procedere secondo il protocollo che prevedeva, nel momento in cui io gli confermavo la mia responsabilita' di procedere alla compilazione di qualche documentazione da farmi controfirmare. Io non posso conoscere procedure che non mi competono (sono stato anche accusato del fatto che se era vero il fatto di aver confermato la mia responsabilita' avrei dovuto tirar fuori la patente per poter procedere alla registrazione dei dati del conducente). In definitiva l'agente alla fine ha parzialmente ammesso che forse vi e' stato un equivoco ma ha rifiutato qualsiasi responsabilita' Ho paura di essere caduto in una trappola. Potrebbe essere utile un ricorso al giudice di pace? Grazie.
Antonio, da Castello d'Argile/Bologna

Risposta ADUC
La comunicazione dei dati del conducente deve avvenire per iscritto, a mezzo posta o compilando una dichiarazione presso gli uffici competenti. Cosi' facendo non ha assolto all'obbligo di legge e dunque non ci sono possibilita' di impugnazione al giudice di pace.
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