Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 marzo 2001
Domanda 13 marzo 2001
Subject: Perche’?
Vivo a Spello provincia di Perugia. Ad essere sincero non so bene cosa scrivere, ma ho chiaro in testa il motivo per cui vi scrivo. Vorrei ringraziarvi per il lavoro che state portando avanti a tutela dei diritti dei cittadini, immagino che le difficolta’ che avete incontrato e che continuerete ad incontrare siano molteplici e di non facile soluzione. Ho seguito tramite tg le vostre lotte contro gli istituti bancari per i mutui, quelle contro il cartello delle assicurazioni e contro il caro benzina. Vi sto scrivendo dopo aver visitato il vostro sito, anche se non in maniera accurata, ed e’ mia intenzione aderire alla vostra lotta. Il motivo per cui vi scrivo e’, se possibile, avere da voi informazioni riguardanti la pubblicita’. Sono due le cose che mi interessa sapere. Quanto incide in media nel prezzo di un prodotto la pubblicita’ e una spiegazione logica che mi convinca che sia giusto che l'onere pubblicita’ ricada sulle spalle del consumatore. Credo che questo sia il primo tra le molteplici truffe a cui siamo sottoposti, vorrei fare qualcosa perche’ cio’ non accadesse ma non so cosa fare. Aiutatemi a capire per favore.
Grazie, e scusate la mia ignoranza.

Risposta ADUC
La ringraziamo per le sue considerazioni (non sappiamo se tutti i riferimenti da lei rilevati siano per nostre battaglie, o quelle di altre associazioni, tuttavia e' molto gentile da parte sua).
La pubblicita' incide molto sul costo del prodotti. Infatti si sta creando, in questi anni, un mercato "parallelo" di discount, i cui i prodotti non sono pubblicizzati ne' tramite stampa ne' televisione e i prezzi praticati sono inferiori alla media.
Comunque ci si rende conto di tutto cio' facendo un acquisto in qualsiasi negozio, notando che i prodotti con massicce campagne pubblicitarie sono anche quelli con i prezzi piu' alti.
L'onere deve per forza ricadere sul consumatore, in quanto e' ovvio che chi spende molto debba obbligatoriamente elevare i prezzi, in modo da poter effettivamente godere degli introiti.
Tuttavia il problema in realta' non esiste: non c'e', infatti, un obbligo ad acquistare i prodotti pubblicizzati, essendovene altri a buon mercato. Chi vuole acquistare specifici prodotti, li acquista proprio perche' ha apprezzato le indicazioni fornite in pubblicita' e perche' ha gradito il tempo ed i soldi spesi in queste presentazioni. Ne consegue, che e' giusto acquistare -per cosi' dire- la pubblicita', e che la scelta -palesemente volontaria- costituisca di per se' una totale accettazione di prodotto e prezzo.
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