Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 marzo 2001
All'ADUC
Oggetto: tributo per "bonifica e miglioramento fondiario" richiesto dal 1994 dal "Consorzio Aurunco di Bonifica"; richiesta consulenza amministrativa.
Spett.le CODACONS,
(…)
Nell'ottobre del 1995 mi vedo recapitare una cartella esattoriale del Servizio Riscossione Tributi del Comune di Minturno, dove risiedo, per il pagamento di un fantomatico tributo per "Consorzio di bonifica e miglioramento fondiario" riguardante gli anni 1994 e 1995.
Tale tributo si riferiva all'immobile di cui sono proprietario unitamente ai miei due fratelli Eugenio e Nicoletta che insiste sul territorio comunale di Minturno (LT).
Poiche' mai in passato avevo ricevuto tali richieste di pagamento per il suddetto tributo decidevo di recarmi presso gli uffici del Consorzio Aurunco di Bonifica, siti in Sessa Aurunca (CE) in Via delle Terme, 1 per chiedere spiegazioni e ragguagli in merito.
Ivi mi fu riferito in modo piuttosto vago che detto tributo era dovuto da tutti coloro i quali erano proprietari di terreni, a destinazione agricola e non, esistenti nel comprensorio dell'Ente del Consorzio e che, poiche' in base ad una non meglio specificata legge l'estensione di tale comprensorio era stata "allargata" territorialmente, i nuovi terreni compresi, pur mai avendo fruito di servizi, strutture o altro avente a che fare con la bonifica, dovevano versare il tributo di cui all'oggetto.
La cosa non mi convinse appieno e pertanto decisi di proporre un ricorso all'Ente di Bonifica citato per chiedere una posizione formale e scritta della questione.
Al mio ricorso " di cui allego copia trascritta " il Consorzio di Bonifica rispose con nota del 15 gennaio 1996, prot. n. 154, nella quale rispondeva testualmente che:
"i contributi di bonifica sono a carico di tutti gli immobili ricadenti nel Comprensorio e gli stessi vengono ripartiti in base ad un piano redatto ai sensi dell'art. 59 delle norme approvate con R.D.13702/33 n.215 e dell'art.8 del Decreto P.R.23/06/92 n.947. Il piano di cui sopra, redatto dal Consorzio e' stato approvato con D.M. n.275 del 17/03/67 e n.1409 del 25/07/69".
In quel garbuglio di leggi, decreti e date, mi appariva incongruente come il piano redatto nel 1933 ed allargato territorialmente nel 1992 venisse poi approvato dal Consorzio di Bonifica nel 1967 e nel 1969!!!
Non soddisfatto del tenore della risposta, scrissi un esposto inerente i fatti citati indirizzato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (CE) presso la Pretura Circondariale, Sezione di Sessa Aurunca, competente per territorio, chiedendo di verificare la liceita' del provvedimento che aveva investito centinaia di nuove famiglie che, come me, mai aveva goduto di servizi, strutture o altro avente a che fare con la bonifica dei territori.
Dopo vari mesi di peregrinazioni, l'esposto approdava al Tribunale di Latina dove veniva archiviato senza giustificazione alcuna.
A riprova di cio' e del discutibile eccesso di potere di quell'Ente, va ricordato come nel nuovo comprensorio venissero inglobati anche territori sub-montani che di opere di bonifica avevano molto poco a che fare, suscitando le proteste (ed anche l'ilarita') dei nuovi contribuenti.
Da allora, sia il sottoscritto che altre decine di "contribuenti" abbiamo sistematicamente rifiutato la notifica delle annuali cartelle esattoriali, sia le nuove che quelle non pagate ed iscritte a ruolo, guadagnandoci l'affissione all'Albo del Comune come, morosi, per ricevere la notifica a termini di legge.
CONCLUSIONI
Per quanto esposto in narrativa, il sottoscritto Vi chiede di verificare se i contenuti esposti nella presente lettera abbiano qualche riscontro in Italia e se sono stati da Voi gia' trattati.
In caso di positivo riscontro Vi prego di rispondermi e di consigliarmi sulla miglior condotta difensiva attuabile avverso tale richiesta di tributo.
Vi ringrazio anticipatamente per la gentile consulenza.
Oggetto: tributo per "bonifica e miglioramento fondiario" richiesto dal 1994 dal "Consorzio Aurunco di Bonifica"; richiesta consulenza amministrativa.
Spett.le CODACONS,
(…)
Nell'ottobre del 1995 mi vedo recapitare una cartella esattoriale del Servizio Riscossione Tributi del Comune di Minturno, dove risiedo, per il pagamento di un fantomatico tributo per "Consorzio di bonifica e miglioramento fondiario" riguardante gli anni 1994 e 1995.
Tale tributo si riferiva all'immobile di cui sono proprietario unitamente ai miei due fratelli Eugenio e Nicoletta che insiste sul territorio comunale di Minturno (LT).
Poiche' mai in passato avevo ricevuto tali richieste di pagamento per il suddetto tributo decidevo di recarmi presso gli uffici del Consorzio Aurunco di Bonifica, siti in Sessa Aurunca (CE) in Via delle Terme, 1 per chiedere spiegazioni e ragguagli in merito.
Ivi mi fu riferito in modo piuttosto vago che detto tributo era dovuto da tutti coloro i quali erano proprietari di terreni, a destinazione agricola e non, esistenti nel comprensorio dell'Ente del Consorzio e che, poiche' in base ad una non meglio specificata legge l'estensione di tale comprensorio era stata "allargata" territorialmente, i nuovi terreni compresi, pur mai avendo fruito di servizi, strutture o altro avente a che fare con la bonifica, dovevano versare il tributo di cui all'oggetto.
La cosa non mi convinse appieno e pertanto decisi di proporre un ricorso all'Ente di Bonifica citato per chiedere una posizione formale e scritta della questione.
Al mio ricorso " di cui allego copia trascritta " il Consorzio di Bonifica rispose con nota del 15 gennaio 1996, prot. n. 154, nella quale rispondeva testualmente che:
"i contributi di bonifica sono a carico di tutti gli immobili ricadenti nel Comprensorio e gli stessi vengono ripartiti in base ad un piano redatto ai sensi dell'art. 59 delle norme approvate con R.D.13702/33 n.215 e dell'art.8 del Decreto P.R.23/06/92 n.947. Il piano di cui sopra, redatto dal Consorzio e' stato approvato con D.M. n.275 del 17/03/67 e n.1409 del 25/07/69".
In quel garbuglio di leggi, decreti e date, mi appariva incongruente come il piano redatto nel 1933 ed allargato territorialmente nel 1992 venisse poi approvato dal Consorzio di Bonifica nel 1967 e nel 1969!!!
Non soddisfatto del tenore della risposta, scrissi un esposto inerente i fatti citati indirizzato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (CE) presso la Pretura Circondariale, Sezione di Sessa Aurunca, competente per territorio, chiedendo di verificare la liceita' del provvedimento che aveva investito centinaia di nuove famiglie che, come me, mai aveva goduto di servizi, strutture o altro avente a che fare con la bonifica dei territori.
Dopo vari mesi di peregrinazioni, l'esposto approdava al Tribunale di Latina dove veniva archiviato senza giustificazione alcuna.
A riprova di cio' e del discutibile eccesso di potere di quell'Ente, va ricordato come nel nuovo comprensorio venissero inglobati anche territori sub-montani che di opere di bonifica avevano molto poco a che fare, suscitando le proteste (ed anche l'ilarita') dei nuovi contribuenti.
Da allora, sia il sottoscritto che altre decine di "contribuenti" abbiamo sistematicamente rifiutato la notifica delle annuali cartelle esattoriali, sia le nuove che quelle non pagate ed iscritte a ruolo, guadagnandoci l'affissione all'Albo del Comune come, morosi, per ricevere la notifica a termini di legge.
CONCLUSIONI
Per quanto esposto in narrativa, il sottoscritto Vi chiede di verificare se i contenuti esposti nella presente lettera abbiano qualche riscontro in Italia e se sono stati da Voi gia' trattati.
In caso di positivo riscontro Vi prego di rispondermi e di consigliarmi sulla miglior condotta difensiva attuabile avverso tale richiesta di tributo.
Vi ringrazio anticipatamente per la gentile consulenza.
Risposta ADUC
Poiche', in concreto, nulla si sa di questo consorzio, e le richieste potrebbero conseguentemente essere sia legittime che illegittime, appurato che non siate -di persona- riusciti ad acquisire elementi sufficienti a fare chiarezza, si ritiene assolutamente indispensabile ed unicamente proponibile un intervento del Difensore Civico Regionale: potrete reperirlo presso la Regione Lazio.
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