Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 marzo 2001
Domanda 10 marzo 2001
Vi scrivo per chiederVi un consiglio riguardo al comportamento che dovrei tenere nella situazione che mi sta capitando:
essendo deceduto il mio papa' nel 1995, sono diventato proprietario per successione del 50% dell'immobile dove lui risiedeva e che stava acquistando con accollo di un mutuo insieme alla sua convivente. Alla sua scomparsa, mancando ancora alcuni anni alla fine del pagamento del mutuo, io e la signora ci siamo accordati, redigendo una scrittura privata, nel seguente modo: lei avrebbe continuato ad occupare l'appartamento, versandomi una quota di affitto pari alla quota di mutuo a me competente, provvedendo quindi lei al pagamento delle intere rate rimanenti (circa 6milioni annui). Io avrei provveduto nella misura a me competente, al pagamento delle spese condominiali straordinarie, ici e varie.
Tra pochissimi mesi il mutuo sara' completamente saldato e la signora ha gia' fatto sapere che intendera' continuare a risiedere nell'immobile senza avere alcuna intenzione di acquistare il mio 50%, probabilmente considerando il versamento a me di una eventuale quota d'affitto. Non essendo ovviamente in alcun modo interessato a mantenere la mia meta' dell'immobile e, vista la mia situazione economica non eccessivamente florida, preferirei invece vendere (anche alla signora stessa accontentandomi di un prezzo minore del reale valore dell'appartamento, valutato circa 150milioni) e non essendo la signora molto disponibile ne' al dialogo con me e nemmeno a trovare un accordo che lasci entrambi soddisfatti mi chiedo
quali siano gli obblighi di legge in questa situazione e come poter affrontarla al meglio.
Sperando di essere stato chiaro e scusandomi per la eccessiva lunghezza, resto in attesa di un Vostro cortese suggerimento.
Distinti saluti.

Risposta ADUC
La signora non ha particolari diritti di risiedere nell'immobile -ne' piu' ne' meno quelli che ha lei- ma e' comproprietaria e dunque ha (come lei) diritto di usufruire pienamente del locale. Non puo' obbligarla ad acquistare, pero', in assenza di accordo potrebbe -se l'affitto non va bene (qualcosa e' dovuto, visto che impegnerebbe esclusivamente un bene di entrambi)- fare la sua proposta (affitto o vendita) ed il giudice darebbe una sua valutazione, emettendo sentenza.
Perche' non tentate una conciliazione davanti al giudice di pace? Al momento, sembra opportuna.
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