Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 giugno 2007
Domanda 19 giugno 2007
Spett.le Associazione. Scrivo per esporre quanto segue. Mi risulta di una signora che trovandosi presso una localita' balneare e, avendo necessita' di recarsi in bagno, si e' presentata presso un bar della zona ove ha consumato un caffe'. Dopo tale consumazione ha chiesto di poter fruire del bagno e di contro il gestore le ha comunicato che l'accesso al bagno era al pagamento (1 euro). Per tale somma, tra l'altro, le e' stato rilasciato apposito scontrino fiscale. Mi chiedo: e' corretto il comportamento di quell'esercente? E se tale signora fosse stata in gravidanza oppure aveva necessita' urgentissime di recarsi in bagno e a causa del diniego avesse subito un danno? E' possibile palesare una forma velata di estorsione in evidente presenza di stato di necessita'? Cosa avrebbe potuto fare per tutelare i propri diritti? Poteva denunciare i fatti alle autorita' di polizia? Con quale ipotesi di reato? E' necessaria una autorizzazione particolare per tale esercizio visto che, di fatto, esercita la gestione di un bagno pubblico a pagamento? Ringrazio.
Ignoti, da Noto

Risposta ADUC
In tutta franchezza ci pare che il servizio del bagno, se pur obbligatorio non debba necessariamente essere anche gratuito. In ogni caso, in casi di forza maggiore, ognuno risponderebbe dei propri comportamenti sotto un profilo generale di diritto.
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