Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 giugno 2007
Cari Aduc, ho bisogno di un consiglio a proposito della seguente questione: in data 12/02/07 ho versato sul mio conto corrente bancoposta un assegno bancario. sulla distinta di versamento risultava la data di disponibilita' 21/02/07 (7GG come previsti dal contratto). In realta' l'assegno mi e' stato reso disponibile solo il 23/02/07. Questo ritardo ha fatto risultare il mio conto incapiente relativamente ad un un assegno da me emesso in pagamento in data 21/2/07, con tutte le conseguenze del caso. Ho fatto reclamo a Poste Italiane e la risposta e' stata che l'assegno versato "ha subito dei ritardi di lavorazione che hanno comportato uno slittamento della disponibilita'" e che comunque "l'importo degli assegni versati sul conto corrente e' accreditato salvo buon fine". Non soddisfatta della riposta ho presentato domanda di conciliazione che pero' non e' stata accolta sempre attaccandosi al discorso del "salvo buon fine". Sinceramente continuo a non capire. il salvo buon fine ha un senso se avessi versato un assegno scoperto, ma non credo possa coprire lentezze, disguidi o incapacita' della Banca. Che significato ha scrivere sul contratto che la disponibilita' delle somme versate con assegno e' di 7 giorni se poi e' in realta' di fatto a discrezione della banca?Mi chiedo se questa mia idea ha un qualche fondamento e cosa posso fare ora. Grazie molte.
Ornella, da Roma
Ornella, da Roma
Risposta ADUC
L'interpretazione di "salvo buon fine" del Bancoposta e' quantomeno bizzarra (per usare una parola gentile e decente), perche' i tre giorni in piu' che si sono presi per la disponibilita' della valuta non c'entrano nulla col "salvo buon fine", che puo' essere tale anche dopo un mese. La spiegazione e' quella che lei ha ben individuato: fanno come pare e piace a loro e, ovviamente, il ridicolo ufficio di conciliazione che hanno messo in piedi con tanta pubblicita', serve solo a dar ragione a loro. La valuta, se nel contratto e' previsto che deve essere disponibile dopo 7 giorni, lo deve essere! Se poi quell'assegno dopo due mesi torna loro indietro perche' risultato scoperto, solo allora le addebiteranno il dovuto, a partire dalla data in cui, invece, lei ha utilizzato le somme con quella valuta. Se cosi' non fosse (e non lo e') non saremmo in un sistema creditizio di libero mercato perche' il rischio d'impresa sarebbe azzerato. Le consigliamo di intimare il dovuto, con l'aggiunta dei danni (quantizzandoli al centesimo) con una messa in mora: clicca qui
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