Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 marzo 2001
Domanda 7 marzo 2001
Nel 1998 ho acquistato un immobile con impianto di riscaldamento e produzione acqua sanitaria autonomo apparentemente a norma.
Solo dopo mi sono accorto che pur essendo la caldaia regolare non aveva il certificato di conformita’ e non era installata in ambiente idoneo (garage). Oggi ho regolarizzato il tutto perche’ approfittando della necessita’ di cambiare la caldaia e intubare la canna fumaria ho anche spostato l'impianto in cucina senza bisogno di opere murarie (due piccoli buchi nell'intonaco per scoprire i tubi a cui allacciarsi subito richiusi).
Premesso che non e’ ancora stata emessa fattura da parte dell'installatore e in relazione alle agevolazioni confermate dal governo anche nell'ultima finanziaria vorrei sapere:
1- Quali aliquote IVA deve applicare l'installatore alle voci di fattura (mano d'opera, materiali vari, beni di considerevole valore-vedi caldaia)?
2- Cosa devo fare per avere diritto alla detrazione IRPEF del 36%?
3- Tale detrazione va calcolata sul totale di fattura o solo sul totale imponibile?
Mi rivolgo a voi dopo aver gia’ consultato l'installatore che mi ha suggerito di lasciar perdere, l'ufficio normative dell'azienda produttrice della caldaia che mi ha detto che basta spedire al Ministero delle Finanze il modulo della comunicazione per la richiesta della detrazione e poi scaricare dal 730, e l'ufficio tecnico comunale che invece dice che alla domanda va allegato una denuncia al comune di inizio attivita’ ottenibile previa intervento di un geometra che studi e certifichi l'entita’ e le modalita’ dei lavori (?) e mi suggerisce di rivolgermi a un commercialista (??).
Scusate se mi sono dilungato, ma dopo tanta confusione ho bisogno di chiarezza per sapere come muovermi, anche perche’ l'installatore non puo’ aspettare in eterno a emettere la fattura.

Risposta ADUC
Per quanto concerne l'Iva, la caldaia e' tra gli interventi ammessi. Se il valore della caldaia e' inferiore al 50% dell'intero corrispettivo dell'intervento, si applica l'aliquota ridotta sul valore totale dell'opera. Se avesse un valore superiore al 50% del corrispettivo dell'intero intervento, e' necessario scorporare il costo della manodopera dal corrispettivo complessivo dell'intervento, calcolando la differenza tra valore caldaia e manodopera ed applicando l'iva al 10% sul valore della manodopera aumentato della differenza tra valore caldaia e manodopera, mentre sull'eccedenza si calcola il 20%.
All'impresa -che deve sia eseguire il lavoro che vendere la caldaia, fatturando nell'anno in questione- dovra' essere rilasciata dichiarazione scritta che l'intervento rientri tra quelli agevolati.
Per quanto concerne il 36%: occorre inviare il modulo predisposto -tramite raccomandata- al Centro di servizio imposte dirette e indirette, competente per territorio. Il modulo e' scaricabile da clicca qui
Occorrera' allegare una serie di documenti o un'autocertificazione -sul sito, in Archivio de La scheda pratica, trovera' una scheda sull'argomento (41%, ora 36%).
Occorre comunicare alla Asl l'inizio lavori.
Occorre che il pagamento avvenga esclusivamente tramite bonifico bancario.
Tutte le indicazioni in dettaglio, oltre a quelle adesso tratteggiate, sono reperibili sulla scheda citata.
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