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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 maggio 2007
Domanda 28 maggio 2007
Salve, ho una questione da risolvere e vorrei gentilmente chiedere aiuto a voi: mio padre ha accolto in casa per diversi anni, un'anziana zia rimasta vedova e il cui unico figlio era morto prematuramente ca. Venti anni fa, questa sua zia viveva a Roma essendo proprietaria di un appartamento in condominio, ma necessitava di molte visite e assistenza da parte dei miei da quando e' morto il figlio, nei periodi che era malata, una volta sono dovuti stare a roma due mesi, finche' la vecchiaia avanzata e l'impossibilita' di essere autonoma, non aveva altri parenti a Roma, l'aveva convinta ad accettare la sistemazione a casa dei miei genitori, nel suo paese natale, dove e' vissuta alcuni anni, l'ultimo due dei quali quasi completamente inferma. Necessitando di assistenza continua ci trasferivamo, io o mia sorella, a casa dei nostri genitori, con famiglia al seguito, se i nostri genitori dovevano assentarsi per qualche giorno, senza mai farle mancare nulla, avvalendoci anche di un'infermiera nell'ultimo periodo, per medicare le ferite da decubito e farle le necessarie iniezioni prescritte dal medico. Alla sua morte nel 2006, ha decretato mio padre erede universale con un testamento olografo datato (22.6.2005) e sottoscritto, per ringraziarlo delle amorevoli cure prestate, intenzione che ha piu' volte riferito a noi figli e alle persone che venivano a trovarla. Ora arriva a mio padre una lettera di un avvocato, che su mandato del parroco del paese e della curia, intima l'immediata consegna dell'appartamento di Roma, che la zia aveva lasciato come legato alla parrocchia con precedente testamento olografo, adducendo che il testamento ultimo e' scritto con grafia incerta e non c'e' l'espressa revoca del precedente, secondo il codice penale mi risulta che i testamento olografo revoca tacitamente il o i precedenti se ci sono disposizioni incompatibili. Elementi:
- testamenti 1998 e 2001 lasciava appartamento come legato alla parrocchia, ma allora viveva ancora a Roma, e temeva di finire alla casa di riposo.
- testamento 2005 dichiarava erede universale mio padre.
- a parte l'appartamento in questione non aveva altre proprieta', ne' cose di valore, viveva della pensione sua e del marito defunto, aveva modesto conto in banca con il quale venivano pagate le spese di gestione del condominio.
- i fratelli, il marito e l'unico figlio della zia sono morti prima di lei.
- la zia e' morta nel giugno 2006 all'eta' di 96 anni.
- gli altri nipoti che non si sono mai occupati di lei non hanno esitato a riconoscere mio padre come unico avente diritto, riconoscendogli l'impegno da vent'anni a questa parte Vorrei chiedere gentilmente un vostro parere. Cordiali saluti.
Paola, da Bardolini/Varese

Risposta ADUC
L'ultimo testamento olografo dotato di data e firma del de cuius revoca i precedenti. Sara' la curia di Roma a dover dimostrare giudizialmente che il piu' recente testamento non e' stato redatto dalla signora in questione.
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