Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 marzo 2001
Domanda 7 marzo 2001
Gentile ADUC. Mi rivolgo a voi per comprendere quale sia la migliore "strategia" da intraprendere, nella situazione nella quale mi sono venuto a trovare, nella speranza di poter "salvare il salvabile". Sono proprietario di un cellulare modello "Trium Astral" della Mitsubishi, il quale non ha mai presentato problemi nel suo funzionamento, ad eccezione del fatto, in un paio di occasioni, di essersi spento da solo, senza per altro tardare troppo nel riaccendersi dopo aver premuto sul tasto opportuno. Considerando che il difetto avrebbe potuto comportare, in futuro, problemi piu’ consistenti e valutato il fatto di essere ancora entro i termini di tempo coperti dalla garanzia, ritenni opportuno portare ugualmente l'apparecchio presso il rivenditore dal quale lo avevo acquistato per chiedere che fosse riparato. Il rivenditore mi disse che la riparazione avrebbe richiesto almeno un mese di tempo, quindi consegnai il cellulare per rifarmi vivo al negozio dopo che tale periodo di tempo era trascorso. Ma il cellulare, mi fu detto, non era ancora pronto, quindi avrei dovuto attendere ancora. Ripassai quindi ancora piu’ e piu’ volte fino a che, a circa 4 mesi dalla consegna del cellulare, alla mia ennesima visita presso il negozio, ebbi un sgradita sorpresa: il rivenditore, infatti, mi comunicava mortificato che il mio cellulare, inviato presso un laboratorio della stessa citta’ (Udine, n.d.r.), era stato poi mandato in assistenza fino a Milano ma... era stato smarrito! Come sia possibile che un cellulare venga smarrito nei laboratori di assistenza mi risulta ancora incomprensibile, sta di fatto che, a distanza di un mese (a 4 mesi complessivi dalla consegna del mio cellulare n.d.r.) mi fu dato "in cambio" un cellulare simile al mio, visibilmente usato (anche perche’ senza alcun tipo di imballaggio) e per di piu’ non funzionante! Ho restituito quindi il cellulare che mi era stato dato "in permuta" pretendendo di riavere il mio, ma la risposta del rivenditore fu che il modello del mio cellulare non era piu’ in commercio e che, se avessi avuto intenzione di proseguire per vie legali (come avevo cominciato a ventilare), probabilmente avrei ottenuto semplicemente un rimborso pari al valore del cellulare (di per se gia’ basso e ridotto ulteriormente dal fatto che il riparatore avrebbe affermato che l'apparecchio era guasto ed irrecuperabile!). Ora mi chiedo che cosa sia meglio fare in questa situazione, visto che avevo un cellulare che nel complesso "funzionava" e che ora rischio di non avere indietro i soldi per comprare nemmeno la custodia di uno nuovo (Aggiungo di aver tralasciato volutamente alcuni "coloriti" particolari della vicenda che, ritengo, non concorrano comunque a definire il problema).

Risposta ADUC
Se questo guasto irrecuperabile fosse dovuto ad un vizio di produzione, come potrebbe sostenere, ne consegue che puo' richiedere la sostituzione od il rimborso proprio a fronte del fatto che questo telefono fosse difettato e non le sia stato restituito nei termini che lei indichera' (indipendentemente dalla motivazione). Dunque, invii una raccomandata A/R, contestando il vizio di produzione, il loro ritardo nella consegna, specificando di non dare rilievo al motivo da loro addotto per il ritardo e dettando un termine entro cui provvedere a far ritrovare e riparare il suo telefono od a sostituirlo con uno nuovo, oppure a rimborsarle la cifra pagata, specificando che in caso contrario gli fara' causa per danni, considerandoli inadempienti.
Potra' poi rivolgersi al giudice di pace: cio' che a lei interessa e' la risoluzione del vizio originario, come loro ci arrivino, non importa. Se hanno smarrito il telefono, le possibilita' rimangono due: sostituzione o rimborso.
Si rivolga, dunque, al giudice di pace.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →