Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 maggio 2007
Domanda 19 maggio 2007
Spett.le Aduc, in risposta alla mi raccomandata di messa in mora che ho scritto ad Alfa Romeo, seguendo le vostre indicazioni, l'Alfa Romeo mi risponde in data odierna che "... In merito a quanto rappresentatoci, desideriamo precisarLe che il libretto di uso e manutenzione, fornito con la vettura, non prevede che la cinghia debba durare 120.000 chilometri e neppure che e' in garanzia fino a quella percorrenza ma ne prescrive la sostituzione indipendentemente dall'usura e dopo aver superato i vari controlli della stessa cinghia prevista alle varie scadenze di manutenzione programmata. Pertanto seppur spiacenti per l'accaduto, considerando che la vettura e' ampiamente fuori garanzia. Le confermiamo l'impossibilita' di soddisfare le richieste da Lei formulate. "Letta cosi' in effetti verrebbe da dire che non hanno tutti i torti. Resta il fatto che la manutenzione programmata io sono libero di farla dove meglio credo e il meccanico non ha ritenuto opportuno di sostituire la cinghia in questione dato che non era necessario e nemmeno veniva indicato per quei chilometri ed eta' della vettura. Inoltre se si tratta di un difetto del modello di vettura, cosa che ha indotto l'Alfa Romeo a modificare il libretto di uso e manutenzione loro dovevano richiamare le vetture vendute e provvedere e non sostituire la pagina del libretto. Ho gia' portato la pratica del legale che andra' comunque avanti. Voi che ne pensate? Cordiali saluti.
Emilio
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Gentili signori, in data 22 Aprile 2007, mentre stavo tornando a casa si e' improvvisamente rotta la cinghia di trasmissione della vettura Alfa Romeo 147 1.6 T. S. 105 Cv. targata - telaio immatricolata a febbraio 2003, con 84000 Km di percorrenza. Con il carro attrezzi ho immediatamente provveduto a ricoverare la vettura presso l'O.A. Fiat del paese dove abito e presso la quale ho sempre fatto la manutenzione ordinaria. La vettura e' stata usata normalmente ed una eventuale perizia non potra' che confermare che la vettura non e' stata sottoposta ad un utilizzo tale da comprometterne il buon funzionamento. Dopo il primo tagliando a 20.000 Km, effettuato presso la concessionaria di Verona, la manutenzione ordinaria e' sempre stata fatta presso l'O.A. Fiat del paese dove risiedo. Lo stesso titolare ha confermato la cosa al Vs. funzionario che lo interpellava al telefono. Ho provveduto a fare una segnalazione del danno telefonicamente ed alla persona (molto cortese) che mi ha risposto ho fatto anche presente che richiedevo un Vs. intervento senza specificarne le modalita' ne' tanto meno l'entita'. Il Vs. funzionario ha risposto che non era possibile dare una risposta affermativa alla mia richiesta di poter avere un qualche contributo in quanto erano ormai passati quattro anni dalla immatricolazione. Faccio presente che sul libretto di uso e manutenzione in mio possesso sta scritto che la cinghia della distribuzione va sostituita a 120.000 Km e/o al quinto anno. Se successivamente e' stata sostituita la dicitura portando tale sostituzione ad un chilometraggio e un periodo inferiori cio' riguarda vetture immatricolate successivamente alla mia e puo' solo far pensare che alla base di questa modifica ci siano state delle scelte dettate da problemi di natura tecnica. Con la presente sono pertanto a chiederVi la completa risoluzione del problema per la vettura ad oggi in riparazione presso l'O.A. Fiat a Voi nota. Tenendo presente che lavettura mi serve per recarmi al lavoro. Passati quindici giorni dalla ricezione da parte Vostra della mia raccomandata, senza un intervento da parte Vostra che risolva il problema, sara' mia premura adire a vie legali con beneplacito di spese e danni. Cordiali saluti.

Risposta ADUC
Crediamo che potrebbe rivalersi solo dimostrando il dolo in sede penale, cioe' che c'era un difetto originario conosciuto dal produttore e, nonostante questo, l'auto e' stata immessa nel mercato. Valuti se il gioco valga la candela, perche' significa, dopo una messa in mora tramite raccomandata A/R, procedere in tribunale con l'avvocato penaista.
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