Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 maggio 2007
Buon Giorno. Vi scrivo perche' ho bisogno di aiuto per sbrogliare un'incresciosa situazione a mio carico. Sono un artigiano con ditta individuale aperta nel 1997 in Provincia di Siena. Per cause di forte crisi del lavoro e spese, investimenti poco redditizi e mal consigliatomi, ho dovuto, negli scorsi anni, ricorrere a prestiti bancari, sempre onorati anche se con qualche piccolo ritardo, ma onorati e a care spese. Voi sapete meglio di me che quando per lavorare e vivere, si deve ricorrere alla banche, e' di andare avanti senza problemi. Per questi motivi, non sono riuscito a pagare alcune tasse e qualche multa. Il tutto e' poi. Finito in una grossa cartella esattoriale. Mi sono rivolto a che mi ha mandato questa cartella chiedendo di poterla diminuire in importo, specialmente su more e accessori vari e di poterla dilazionare in un lungo periodo in modo che mi sia possibile onorare le scadenze stesse. Mi hanno sempre detto che era un problema perche' ad esempio l'I.N.P. S. si comporta cosi': si deve inoltrare la domanda di ratealizzazione ma per essere accettata la si deve presentare pagando anche un dodicesimo del dovuto e questo lo si deve fare ogni mase finche' non decidono se accettare o no. Quindi per me questo era impossibile. Allora, ho scritto 4 lettere alla GERIT chiedendo la possibilita' di ratealizzare l'intero importo nel modo piu' lungo possibile, ma tutte le volte, non mi hanno risposto e dopo 7/9 mesi, mi spediscono una nuova cartella raddopiandola. Nello scorso mese di Novembre mi scrivono un intimidazione, dicendo che mi stavano avvisando di procedere al fermo macchina, anche se la macchina era immatricolata come mezzo da lavoro, avendo segnato sul libretto una licenza comunale per il trasporto pubblico di persone. Scrivo nuovamente alla GERIT e dichiaro anche che in data antecedente alla loro lettera, io avevo gia' registrato il passaggio di proprieta' con atto di vendita e richiedo ancora la ratealizzazione. Che nel frattempo era diventata per un totale di oltre euro 60.000,00. Li chiamo e per telefono mi dicono che hanno ricevuto la mia lettera e mi risponderanno in pochi giorni. Oggi mi arriva un'altra lettera con un importo di euro 133.748,00 con oggetto: iscrizione di ipoteca art.77, dpr 602/1973 ipotecandomi un bene immobile che non mi appartiene piu' dal 1996. Io sono consapevole che le tasse e le multe si devono pagare ma possibile che se una persona attraversa un momento di difficolta', questi signori se ne approfittano cosi'? Io oggi non possiedo niente, solo un auto immatricolata per uso professionale con licenza trasporto pubblico, dal valore di euro 2.000,00. Allora ho scritto a loro chiedendo come sia possibile che non preferiscono prendere il giusto, il dovuto e un po' per volta, ogni mese e con gli interessi previsti che andare avanti cosi' e senza prendere mai niente perche' niente e' quello che ho??? Io voglio saldare il mio debito ma mi devono dare la possibilita' di farlo. Sono disposto a pagare una bassa quota mensile per il primo anno e aumentarla via via negli anni, visto che ora il lavoro mi va' meglio. Spero di ricevere buone notizie da Voi.
Risposta ADUC
Il punto e' che la rateizzazione NON e' un diritto ma una facolta' concessa a discrezione dell'ente emittente. Essa va richiesta ENTRO i termini di scadenza della cartella (60gg) e -OVVIAMENTE- se non si ottiene accettazione e' bene pagare per non aggravare la propria situazione. Il fatto che lei NON potesse pagare doveva essere fatto valere nella richiesta (la rateizzazione viene normalmente concessa in casi di provata difficolta' del contribuente), ed ora come ora non potra' far niente. E' ovvio che i provvedimenti non si fermeranno al fermo, soprattutto se esso non e' possibile in mancanza di mezzi intestati a lei, ma potra' progredire in altro modo. Ora come ora, pero', la rateizzazione potrebbe non essere piu' richiedibile. Deve rivolgersi, magari di persona, direttamente all'esattore.
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