Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 maggio 2007
Salve, vi racconto una interessante sequenza di vicende avute con EnelGas, nella speranza di ricevere da voi una risposta costruttiva. Ad Agosto 2006 ho avviato una pratica di subentro senza subentrato. Dopo circa 4 mesi trascorsi a telefonare inutilmente al call center che attendeva la documentazione di conferma della proprietaria precedente, riesco a parlare con una operatrice piu' "competente" che riesce a "leggere tra le righe" (senza subentrato) e a capire che non serviva nessuna conferma dell'ex proprietaria: a febbraio 2007 rimando all'Enel la stessa documentazione inviata lo scorso agosto 2006. Agli inizi di aprile ricevo la fattura del passaggio: finalmente! Ma c'e' una sorpresa: oltre alle spese ci sono 250 metri cubi di consumo presunto ed io ne ho consumati solo 86. Dei 164 metri cubi eccedenti ben 104 sono rientrati nel secondo scaglione di tariffazione, piu' elevato del primo: telefono al Call Center per chiedere chiarimenti e mi viene consigliato di pagare e attendere un rimborso. Anziche' procedere in questo modo, il 19 aprile scorso invio il modulo di reclamo Enel (ovviamente entro i tempi di scadenza della fattura) richiedendo la rettifica di fatturazione, senza pagare la bolletta errata. Il 7 maggio ricevo la visita dell'incaricato alla lettura contatore semestrale (che conferma il mio consumo reale), il 14 maggio ricevo la lettera di sollecito di pagamento. Posso immaginare il solito problema di disallineamento uffici, ma per colpa di errori burocratici dell'Enel (che mai ammettera') rischio il distacco, visto che sarebbe mia intenzione non "regalare" loro soldi che spendero' non prima del prossimo dicembre. Vi sarei grato se poteste darmi qualche consiglio su come procedere. Resto in attesa di un vostro cortese riscontro. Saluti a tutti.
Luca, da Terni
Luca, da Terni
Risposta ADUC
Non appena la solleciteranno per raccomandata ar, le consigliamo di procedere altrettanto con raccomandata ar di contestazione di quanto le viene addebitato e con la minaccia di adire le vie legali se non smettono di importunarla.
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