Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 maggio 2007
Salve, sono un privato interessato all'acquisto di un immobile ad uso abitativo all'asta e volevo porre il seguente quesito: in base a quanto previsto dalla legge 23 dicembre 2005 n.266 e dalla legge 27 dicembre 2006 n.296, la base imponibile ai fini dell'applicazione delle imposte sulla compravendita di beni immobiliari e' costituita dal valore catastale dell'immobile (ovvero dalla rendita catastale rivalutata, moltiplicata per il coefficiente 110 o 120 a seconda che si tratti di prima o seconda casa) e non piu dal valore dichiarato nell'atto. Questo tipo di "trattamento" vale anche per le vendite all'asta? Pongo questo quesito in quanto fino ad oggi ho trovato pareri discordi, c'e' chi dice che: un diverso trattamento fiscale tra cessioni volontarie e vendite non troverebbe fondamento normativo e sarebbe passibile di rinvio alla Consulta per violazione degli articoli 3 e 23 della Costituzione, ma c'e' anche chi dice che la cosa non e' certa. Per maggiore sicurezza mi sono rivolto all'ufficio delle Entrate ricevendo in tal senso risposte positive, ma molto informali. In sostanza, il ragionamento svolto dall'agenzia delle Entrate muove dalla considerazione secondo cui, ai fini fiscali, vengono considerati «cessioni di beni» tutti gli atti che comportano il trasferimento della proprieta' a titolo oneroso, compresi espropriazione, requisizione e vendite forzate. Voi sapete darmi qualche informazione certa in merito? In attesa di gentile riscontro porgo cordiali saluti.
Marina, da Milano
Marina, da Milano
Risposta ADUC
Occorre che si consulti con un esperto fiscale, il quale, in caso di incertezze (legittime stante la novita' della legge) potra' procedere chiedendo chiarimenti scritti all'Agenzia delle Entrate.
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