Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 maggio 2007
Circa un mese fa ho acquistato presso un concessionario plurimarche una autovettura usata dando indietro il mio autocarro. L'autovettura all'atto dell'acquisto segnava 88.300 Km come riportato anche dal concessionario sul libretto di estensione della garanzia. Dopo tre giorni di normale funzionamento l'auto ha pero' iniziato a manifestare problemi di motore fino a bloccarsi completamente con una segnalazione di guasto del turbocompressore. A seguito di una verifica eseguita presso un'officina specializzata mi e' stato fatto notare che all'interno del cofano motore era stata apposta una etichetta adesiva riportante la sostituzione della cinghia del motore in data 05-09-2006 con il contakm indicante 141.512Km. quindi ben oltre l'attuale. A questo punto ho telefonato al venditore manifestandogli la possibilita' che il contaKm fosse stato manomesso (senza peraltro accusarlo direttamente) e facendogli notare che l'auto era impossibilitata a marciare. Il venditore ha sostenuto che l'auto era comunque in garanzia e che potevo usufruire della polizza di estensione per la riparazione. Ha sostenuto inoltre che non era possibile manomettere un contaKm digitale e che il chilometraggio superiore doveva essere stato causato da un errore di trascrizione del meccanico che aveva revisionato la cinghia. Non soddisfatto della risposta ho provato a contattare il centro di assistenza presso cui era stata presumibilmente tagliandata l'auto (su cui peraltro non era stata lasciata traccia dei precedenti tagliandi ne' del libretto di garanzia). Il responsabile dell'assistenza ha sostenuto che il vecchio proprietario della macchina aveva sempre eseguito i tagliandi presso di loro e che l'ultima fattura di intervento era stata eseguita a Km 88.400 ma che purtroppo non poteva in quel momento dirmi la data precisa. Gia' questa informazione era per me sufficiente a farmi dubitare della buona fede del venditore in quanto all'atto dell'acquisto il contaKm mostrava 88.300 Km. A questo punto ho provato anche a contattare il vecchio proprietario il quale si e' mostrato molto reticente alle mie domande e mi ha detto che non poteva dirmi nulla riguardo i Km effettivi dell'auto e che non voleva in alcun modo essere coinvolto. Sempre piu' insospettito ho ricontattato il venditore dicendogli che pretendevo la restituzione dei soldi oppure un auto di eguale valore in sostituzione. Il venditore si e' rifiutato di darmi ascolto sostenendo che egli aveva una regolare fattura di vendita e che non potevo pretendere nulla. Una ennesima telefonata, questa volta al servizio clienti della casa costruttrice dell'auto, mi ha permesso pero' di scoprire che in data Marzo 2006 l'auto era stata revisionata per sostituire la frizione con Km 89.400. Tenete presente che l'informazione e' stata resa all'operatore dalla stessa persona che me ne aveva dichiarati in precedenza 88.400 (strano ma vero, e' aumentato di 1.000Km dopo un giorno e una telefonata). Mi sono recato quindi di persona presso il centro assistenza per chiedere se potevano rilasciarmi una copia delle fatture di riparazione o, in alternativa, uno storico dei tagliandi e dei relativi chilometraggi. Mi e' stato risposto che poiche' le fatture contenevano dati "sensibili" non era possibile per me averne copia. L'unica cosa che sono riuscito ad ottenere e' la stampa di una videata del loro sistema informativo di officina da cui risulta che all'atto della vendita l'auto aveva 90.000 Km. Dopo aver raggiunto il limite della confusione mentale ho contattato nuovamente il venditore chiedendogli la recessione del contratto di vendita paventandogli le vie legali e una denuncia per truffa. Non avendo ottenuto da lui alcuna risposta volevo chiedervi a questo punto se con le informazioni in mio possesso una eventuale azione legale potrebbe avere successo oppure se dovro' rassegnarmi ad aver preso la ennesima fregatura. Considerate che a questo punto ho il fondato sospetto che ad aver commesso la manomissione sia stato proprio il centro assistenza.
Roberto, da Anagni
Roberto, da Anagni
Risposta ADUC
PIu' informazioni ha, piu' testimoni, e migliori sono le sue chance. In ogni caso, in sede legale potrebbe chiedere che venga presa visione dei documenti "sensibili" che non ha potuto visionare. Le sconsigliamo la denuncia per truffa, altrimenti rischia una controdenuncia per calunnia. Si limiti a ricorrere in sede civile, chiedendo la restituzione dei soldi piu' tutti i danni del caso. Per importi superiori a 500 euro dovra' prendere un avvocato.
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