Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 marzo 2001
Oggetto: Controllo funghi epigei freschi, secchi o altrimenti conservati e preparati.
Quest'associazione di categoria U. N. P.I.S.I. (Unione Nazionale del Personale Ispettivo Sanitario d'Italia), a seguito della Vs. richiesta si comunica che:
L'Italia importa funghi per 80% dai paesi extracomunitari, in particolare dai Paesi dell'Est Europeo, R. P. Cinese, Algeria ecc..
Il rischio sanitario legato a questi prodotti non e’ da sottovalutare, vari sono infatti i riscontri di partite con presenza di specie fungine tossiche, tenori elevati in radioattivita’, residui di metalli pesanti e fitofarmaci e non ultima le alterazioni macroscopiche del prodotto come l'invasione da parassiti (vermi).
Questo dato e’ certamente noto al Ministero della Sanita’, tanto che con circolare del 16.12.1999, sollecitava le autorita’ competenti e gli Assessorati alla Sanita’ delle Regioni ad effettuare controlli capillari sulle partite importate da parte degli Ispettorati Micologici.
Nella Regione Emilia-Romagna i pochi controlli avvengono su segnalazione, gli Ispettorati Micologici sono attivi a tempo pieno solo in pochi periodi dell'anno e gli addetti Tecnici della Prevenzione in possesso dell'attestato di Micologo (DM 686/96) devono attendere anche ad altri compiti.
I dati epidemiologici ufficiali (Risol. CEE 90/c 329/03 per l'anno 1995) indicano per l'Italia circa 200 decessi/anno senza contare i sopravvissuti con gravi lesioni a fegato e reni.
A livello nazionale, poche sono le Regioni che hanno legiferato in materia, e soprattutto che hanno istituito gli Ispettorati Micologici, previsti peraltro dalla Legge n. 376/1995 e dal D. Min.San. n.185 del 16 ottobre 1998 (istituzione S.I.A. N.).
La Regione Emilia Romagna, pur essendo tra queste, soffre problemi soprattutto a livello organizzativo locale.
I servizi sono in funzione solo per brevi periodi dell'anno, in particolare nei mesi autunnali, in alcuni non e’ stato attivato il servizio di reperibilita’ micologica e molti sono carenti di mezzi (microscopi, materiale bibliografico).
Al personale addetto, nonostante l'elevata specializzazione e responsabilita’, basti pensare al potere certificatorio, non e’ riconosciuta alcun'indennita’ o posizione qualificante (nessuna progressione orizzontale ne’ tantomeno verticale) pur fattibile secondo il vigente CCNL.
A parere di quest'Associazione e’ assolutamente necessario:
* Un sistema di controllo nazionale, costituito alla frontiera dagli Uffici di Sanita’ Marittima ed Aerea e Dogane con esperti micologi e sul territorio dagli Ispettorati Micologici, in analogia ai controlli che avvengono sui prodotti d'origine animale;
* Una corretta ed efficiente organizzazione nell'ambito delle AA.SS.LL. degli Ispettorati Micologici, i cui compiti sono spesso sottovalutati, non disgiunta dalla valorizzazione del personale ispettivo che va adeguamente motivato, anche sotto il profilo professionale ed economico.
Si confida che le SS VV., intervengono, ciascuna per quanto di competenza, per l'attuazione di un sistema piu’ adeguato ed efficiente.
Quest'associazione di categoria U. N. P.I.S.I. (Unione Nazionale del Personale Ispettivo Sanitario d'Italia), a seguito della Vs. richiesta si comunica che:
L'Italia importa funghi per 80% dai paesi extracomunitari, in particolare dai Paesi dell'Est Europeo, R. P. Cinese, Algeria ecc..
Il rischio sanitario legato a questi prodotti non e’ da sottovalutare, vari sono infatti i riscontri di partite con presenza di specie fungine tossiche, tenori elevati in radioattivita’, residui di metalli pesanti e fitofarmaci e non ultima le alterazioni macroscopiche del prodotto come l'invasione da parassiti (vermi).
Questo dato e’ certamente noto al Ministero della Sanita’, tanto che con circolare del 16.12.1999, sollecitava le autorita’ competenti e gli Assessorati alla Sanita’ delle Regioni ad effettuare controlli capillari sulle partite importate da parte degli Ispettorati Micologici.
Nella Regione Emilia-Romagna i pochi controlli avvengono su segnalazione, gli Ispettorati Micologici sono attivi a tempo pieno solo in pochi periodi dell'anno e gli addetti Tecnici della Prevenzione in possesso dell'attestato di Micologo (DM 686/96) devono attendere anche ad altri compiti.
I dati epidemiologici ufficiali (Risol. CEE 90/c 329/03 per l'anno 1995) indicano per l'Italia circa 200 decessi/anno senza contare i sopravvissuti con gravi lesioni a fegato e reni.
A livello nazionale, poche sono le Regioni che hanno legiferato in materia, e soprattutto che hanno istituito gli Ispettorati Micologici, previsti peraltro dalla Legge n. 376/1995 e dal D. Min.San. n.185 del 16 ottobre 1998 (istituzione S.I.A. N.).
La Regione Emilia Romagna, pur essendo tra queste, soffre problemi soprattutto a livello organizzativo locale.
I servizi sono in funzione solo per brevi periodi dell'anno, in particolare nei mesi autunnali, in alcuni non e’ stato attivato il servizio di reperibilita’ micologica e molti sono carenti di mezzi (microscopi, materiale bibliografico).
Al personale addetto, nonostante l'elevata specializzazione e responsabilita’, basti pensare al potere certificatorio, non e’ riconosciuta alcun'indennita’ o posizione qualificante (nessuna progressione orizzontale ne’ tantomeno verticale) pur fattibile secondo il vigente CCNL.
A parere di quest'Associazione e’ assolutamente necessario:
* Un sistema di controllo nazionale, costituito alla frontiera dagli Uffici di Sanita’ Marittima ed Aerea e Dogane con esperti micologi e sul territorio dagli Ispettorati Micologici, in analogia ai controlli che avvengono sui prodotti d'origine animale;
* Una corretta ed efficiente organizzazione nell'ambito delle AA.SS.LL. degli Ispettorati Micologici, i cui compiti sono spesso sottovalutati, non disgiunta dalla valorizzazione del personale ispettivo che va adeguamente motivato, anche sotto il profilo professionale ed economico.
Si confida che le SS VV., intervengono, ciascuna per quanto di competenza, per l'attuazione di un sistema piu’ adeguato ed efficiente.
Risposta ADUC
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