Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 marzo 2001
Domanda 2 marzo 2001
Salve! ricevo da 2 anni la richiesta di pagamento del canone da parte della Rai. In realta’ + che di una lettera di richiesta dovrei considerarla una lettera minatoria visto il tono. Mi arriva regolarmente ad un numero civico errato (2 invece di 11). Sono arcisicuro che tale indirizzo gli e’ stato fornito da Tele+ in quanto sono gli unici ad avere tale informazione errata nei loro archivi a causa di un errore fatto all'atto della sottoscrizione dell'abbonamento. Cio’ in piena ed assoluta violazione delle norme sulla privacy in quanto come sempre ho negato il consenso sulla divulgazione a terzi dei miei dati. Sorvolo su questo in quanto gia’ segnalatovi ribadendo pero’ la necessita’ che almeno voi apriate una linea di indagine su questo argomento; STREAM, D+ e tutti i grandi negozi di elettrodomestici nonche’ i supermercati forniscono alla RAI i nominativi di chi acquista TV videotape o ricevitori satellitari nonche’ lettori di DVD e su questo e’ inutile discutere sull'eventuale veridicita’ in quanto CERTA. Per carpire i dati dei clienti usano un subdolo inganno: '....gentile acquirente, la televisione da lei scelta a un solo misero anno di garanzia, il nostro magnanimo supermercato le offre di estendere tale garanzia fino a tre anni, per sole 18.000£ compili qui......' (Media World, Trony, Continente...ecc. LO FANNO TUTTI; Verificate!!!). Un altro modo molto diffuso e’ la TESSERA FEDELTA', leggasi Mediaworld Multimedia Card, chissa’ perche’ solo Multimedia, mediante la quale acquistando prodotti si accumulano punti che alla fine si ha diritto a degli omaggi o a degli sconti. I dati cosi’ raccolti vengono sia passati alla RAI (che corrisponde mi circa 30.000£ per ogni nominativo corretto – fonte notizia : amico che lavorava da Auchan a Torino) sia alle societa’ di indagine di mercato e marketing. Chi propone l'estensione della garanzia o l'attivazione della tessera fedelta’ ovviamente non sottolinea la possibilita’ di negare l'autorizzazione alla divulgazione dei dati forniti dicendo al cliente semplicemente '....firmi qui, qui e anche qui...grazie.'. Mi rendo conto che il consumatore se non si informa poi non puo’ lamentarsi ma allo stesso tempo condanno il comportamento subdolo e vigliacco da parte della grande distribuzione. Molto spesso poi succede di acquistare una TV per regalarla; mi e’ successo che l'impiegato mi ha chiesto sia i dati miei che quelli della persona a cui stavo facendo il regalo!!!!! (ma gli danno mica un premio a seconda dei nominativi carpiti?!?!?!?). Ovviamente io per prendergli per i fondelli gli ho fornito i dati di un mio ex collega di lavoro di Haidelberg in Germania e di sua sorella (ci mancherebbe anche che mi chiedano la carta di identita’). A sottolineare il fatto di quanto siano 'di valore' i nominativi se legati a cio’ che hanno acquistato posso portare l'esempio di un negozio che conosco; sono stati offerti da parte di una nota societa’ di marketing 21.000.000 per rilevare l'anagrafica vendite (questo pero’ nel 1995). Tenete presente comunque che la maggior parte delle persone che comprano in un grande magazzino non si chiede perche’ debba fornire i suoi dati quando compra una TV o qualunque altro dispositivo che con la TV ha a che fare.
Non ho trovato sul vostro sito un documento che spieghi in maniera esaudiente cosa veramente si rischia a non pagare la RAI e come puo’ fare la RAI a dimostrare che io ho una televisione e da quanto tempo la posseggo (spero non debba essere io a dover dimostrare il contrario.....). IO NON GUARDO LA RAI E NON LA PAGO. Io guardo Eurosport, CNN, BBC, Mediaset ma NON GUARDO LA RAI in quanto NON MI INTERESSA pertanto NON LA PAGHERO' MAI neanche se mi minacciano di pignoramento o di portarmi in prigione. In ogni caso le loro lettere arrivano ad un numero civico errato pertanto le respingo come INDIRIZZO SCONOSCIUTO.
Da oggi in poi, chi vorra’ i miei dati dovra’ corrispondermi la cifra di lire 30.000 + iva.

Risposta ADUC
Cosa si rischia? non c'e' una risposta: cosa si rischia a non pagare la Rai? Molti non ricevono mai alcun richiesta se non informale, mentre altri ricevono -per decreto ingiuntivo opponibile avanti al Tribunale di Torino entro 30 gg- richiesta di pagamento con sanzioni ed interessi degli ultimi 10 anni.
Lei e' sicuramente tra coloro che rischiano, e' innegabile: la prova e' costituita dal fatto che ha dei servizi attivi che sono visibili tramite televisione. E non puo' contestare questo fatto: si tratta di una tassa ed a fronte di una richiesta della Finanza, Telepiu' e tutti gli altri devono fornire i nominativi. In quanto tassa, la Finanza puo' fare di questi controlli, poiche' non si tratta di un rapporto privatistico.
Come fanno a dimostrare se si possiede una Tv? Possono venire a casa e verbalizzarne l'esistenza: lei puo' non farli entrare e cosi' la finanza puo' farsi fare un mandato dal giudice. E' probabile che questo non lo faranno, pero' quando ci sono dei servizi attivi, non c'e' bisogno della prova materiale dell'esistenza dell'apparecchio: e' sufficiente dimostrare l'esistenza di questi contratti (ed in questo caso, la Finanza li otterra', i dati).
La ringraziamo comunque per quanto segnalato sulla vendita di informazioni alle banche-dati: e' presumibile, ma averne conferma e' utile.
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