Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 aprile 2007
Domanda 30 aprile 2007
Cara Aduc, avrei bisogno di un paio di risposte alle seguenti domande: area: disservizi e normative su decalogo di comportamento da parte di professionisti privati. Tempi: possibilmente entro il giorno 4/05/07 data di quello che sara' l'ultimo appuntamento con il centro in oggetto. nome del centro: Ippocrate a l'Aquila - dermocosmesi domande:
1) esiste in Italia come negli USA (ad es). una normativa che regola i rapporti tra professionisti privati e cittadini o clienti e che obbliga ad un preciso decalogo di comportamento in termini di livello di: informazione, cortesia, equita' di trattamento (ie: disp. e flessibilita' appuntamento, assenza di clientelismo o di canali preferenziali, entita' della parcella rispetto alla prestazione fornita).
2) in caso di mancata prestazione, dopo oltre 2 ore di attesa per cessata erogazione di corrente elettrica e la mostrata indisponibilita' riservata solo alla sottoscritta tra i clienti presenti, ad un appuntamento a stretto giro (dopo 8 gg. contro le 24 ore per i pochi altri che non sono stati accolti cmq in quelle ore, anche scavalcando l'ordine cronologico.). e' prevista la possibilita' di richiedere un indennizzo?? che il titolare del centro puo' girare a sua volta all'Enel locale??
3) Esiste una lista di 'esercenti' privati di beni o servizi come in altri stati europei dove poter accedere e segnalarne il cattivo livello qualitativo? Storia in breve: - contattato il centro per un trattamento breve di poche sedute (preventivate dal centro).
- su 5 appuntamenti (incluso il primo per il test, visita etc). 2 volte senza prestazione a causa di un mio ritardo. Le 3 volte restanti ho sempre atteso il mio turno dai 20 ai 30 minuti, mentre altri 'clienti' si attardavano, entravano, chiedevano rapide consulenze.
- l'ultima volta, dopo aver dovuto rinunciare per indisponibilita' del centro a presenziare alla concomitante pubblicazione in paese, di un CD, frutto di un lavoro di gruppo a scuola con la partecipazione del mio unico figlio autistico: attesa vana di oltre 2 ore, causa interruzione di corrente e conseguente comportamento ineguale da parte della titolare/segretaria del centro.
- Assoluta indisponibilita' a richieste anticipate di 1 settimana min. a cambi di appuntamento entro un ragionevole tempo di alcuni giorni... dopo - Assoluta arroganza e scortesia che ha toccato il suo apice durante l'ultimo incontro/scontro durante il quale la sopracitata mi negava la possibilita' di un ulteriore appuntamento invitandomi a rivolgermi ad un altro centro.... dicendo letteralmente: Lei qui e' a casa mia... ''' Pur facendo notare alla signora che le prestazioni fornite non sono mai state a titolo... 'gratuito'... ne di 'favore' ma secondo un regolare rapporto/contratto informale di fornitore/cliente... e che il fornitore e' tenuto al rispetto delle stesse norme di puntualita' dalla medesima reclamatemi. In conclusione: vorrei tentare prima di 'abbandonare' il centro in questione di dare una lezione 'educativa' alla signora il cui comportamento sottende ad un errato concetto, spesso tutto 'italiano' di rapporti, ruoli e dinamiche Fornitore/cliente... A tal fine auspicherei quindi, ovviamente non un' azione legale ma magari la possibilita' di una lettera nella quale possa fare riferimento a precise norme di comportamento alla quale anche la signora, titolare di un centro privato, in 'casa sua' e' tenuta ad attenersi nonche' l'eventuale possibilita' di richiesta di risarcimento per la vana attesa della prestazione non fornita, mezzo questo forse piu' tangilmente percepibile in siffatti casi di malcreanza' ed 'equivocata' visione di gestione delle relazioni con il cliente. Grazie in anticipo per la risposta e la consulenza. Cordiali saluti.
Ombretta

Risposta ADUC
Non esiste un "codice di comportamento" che abbia validita' generale. Esiste il codice civile, che prevede la possibilita' di richiedere il risarcimento dei danni subiti per il ritardo nell'esecuzione del contratto, anche se nel suo caso, pero', il ritardo non era "controllabile" dal centro (problema con l'Enel). Puo' eccepire e richiedere tutto cio' che e' previsto e contenuto nel contratto, al quale non hanno correttamente adempiuto, inviando una raccomandata AR di messa in mora in cui si intima, in virtu' di cio' il risarcimento dei danni subiti (da quantificare al centesimo): clicca qui
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