Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 aprile 2007
Domanda 20 aprile 2007
Gentilissimi consulenti, vi scrivo dalla provincia di Terni per chiedere il vostro parere. La gestione della fornitura idrica nel mio paese ed in tutta la provincia di Terni e' stata affidata da qualche anno ad una societa' consortile per azioni denominata S.I.I. Il problema e' questo: nel posto in cui abito, in campagna, la fornitura idrica e' scarsa poiche' proveniente da una linea vecchia e bucata come un colabrodo; negli anni (anche quando la gestione era appannaggio comunale) i residenti hanno reclamato piu' volte senza ottenere la rimessa in sesto della linea e, come si puo' dedurre le cose non sono certo andate migliorando. Anche rivolgendoci al consorzio non otteniamo mai risposta. L'acqua e' talmente scarsa che circa ogni dieci giorni restiamo all'asciutto e tutto questo ad inizio primavera: vi lascio immaginare l'estate... A parte il fatto che il sistema di emergenza per fornire acqua a seguito di problemi non viene mai messo in pristino, col risultato che anziche' 24 ore a noi tocca aspettarne 72 (con la poca acqua a disposizione il serbatoio ci mette una vita a riempirsi) per avere acqua in casa, a noi in particolare modo, che siamo gli ultimi della linea, ci tocca pagare acqua non consumata per togliere aria dall'impianto quando l'acqua torna: il contatore gira anche se non esce acqua! Gia' questo potrebbe essere l'argomento della mia domanda, invece c'e' di peggio. Secondo le direttive legislative in merito agli standards da adottare da parte dei consorzi, al contatore di un'abitazione privata deve arrivare una portata d'acqua pari a 0,1l/sec e fin qui nessun problema; il guaio vero e' che questa quantita' deve giungere al contatore con un carico idraulico di 5m, che tradotto in termini di pressione significa 0,5 atmosfere. Non e' cosi': a noi la pressione e' 0,2 atmosfere scarse e questo oltre a vari problemi pratici ci impedisce persino l'accensione della caldaia. Ora io chiedo: se da normativa nazionale sono raccomandate le due predette condizioni, cosa possiamo pretendere dal nostro S.I.I.? E come dobbiamo muoverci per ottenere almeno 0'5 atmosfere per lavarci con l'acqua calda. Scusate se sono logorroica ma sono esasperata. Grazie del vostro tempo.
Nadia, da Giove/Treviso

Risposta ADUC
Purtroppo non e' cosi' facile consigliare una strada sicuramente proficua, in questi casi. E' senz'altro opportuna una contestazione (sia individuale che fatta costituendo un comitato, per esempio) indirizzata all'ente gestore e -per conoscenza- all'ente locale associata (presumibilmente la provincia) e all'ATO locale (il garante per questo tipo di servizi). Cio' con messa in mora, preparandosi a farvi seguire, se fosse necessario, cause davanti al locale giudice di pace. Potrebbe giovare rivolgersi, prima di passare alle vie forti, anche al difensore civico comunale (o, se non ci fosse, provinciale o regionale), che e' un organo che dovrebbe far da intermediario tra il cittadino e le istituzioni. Questi i link utili: clicca qui
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