Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 aprile 2007
Domanda 10 aprile 2007
Richiedo un Vostro cortese consiglio. Vivo in un fabbricato ove vige un CONTRATTO CONDOMINIALE elaborato negli anni '40, epoca di costruzione del palazzo. Molti degli articoli citati nel suddetto contratto appaiono oggi anacronistici e talvolta addirittura contrari al "buon senso" e contrari a odierni orientamenti in tema di risparmio energetico. In particolare esiste una vecchia caldaia per il riscaldamento centralizzato, mal funzionante e gestita con difficolta' e enormi spese economiche. Il distacco dal riscaldamento centralizzato viene osteggiato e chi vie e' riuscito (ogni distacco necessita di una maggioranza per ogni singola riunione condominiale) deve pagare non solo le spese relative al mantenimento del bene, ma anche quelle relative al suo utilizzo. Quale puo' essere quindi la soluzione che veda una volta per tutte superare l'ostacolo del biblico contratto? Sara' necessario ricorrere ad un atto notarile di tutti i condomini? O ad un avvocato? E cosa e' oggi consigliato in tema di risparmio energetico per il riscaldamento condominiale? So che esiste un documento redatto dalla associazione nazionale amministratori di condominio e se possibile vorrei sapere come entrarne in possesso. Vi ringrazio anticipatamente, complimentandomi per il Vostro servizio.
Maurizio, da Napoli

Risposta ADUC
Per modificare il regolamento di condominio e' lo stesso che puo' e deve deciderlo. Qui un po' di informazioni:
- clicca qui
- clicca qui
Per il riscaldamento, invece, anche se il regolamento attuale dice che occorra la maggioranza, chi si vuole distaccare lo puo' fare semplicemente comunicandolo e, ovviamente, pagando le spese comuni di manutenzione dell'impianto e di riscaldamento delle parti comuni.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →