Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 febbraio 2001
Caro Aduc,
ho avuto in questi giorni occasione di ricevere il Vs. 15nale telematico che mi ha colpito soprattutto per come combattete le arroganze di ogni tipo e mi sono permesso di scriverVi questa mia esperienza, concentrando piu’ possibile il racconto: nel 1990 ero amministratore unico di una piccolissima srl nel settore abbigliamento da signora. nel 93 la srl ha avuto bisogno di un fido e mi rivolgo al Credito Italiano di Via di Novoli dove gia’ intrattenevo un rapporto su base solo attiva. Mi viene concesso un anticipo su ricevute bancarie per 10 milioni ed uno scoperto per 20 milioni, al tasso annuo rispettivamente del 17.750% + comm. Massimo scoperto e del18.50% + 0.375% di comm. Massimo scoperto. Non avendo "mattoni" da offrire in garanzia, viene chiesto a me ed a mia moglie di firmare in solido una fideiussione per lit. 40 milioni. Purtroppo nel 95, per una serie di circostanze non rilevanti in questa sede, gli affari vanno male e la srl viene dichiarata fallita.- Mentre tutti i creditori (fra l'altro pochi e per cifre irrisorie) non prendono nessuna iniziativa, il Credito Italiano, senza neppure attendere la chiusura del fallimento provvede a fare decreto ingiuntivo, precetto e ordine di pignoramento della mobilia di casa nostra, pignoramento che non ha mai avuto luogo in quanto ad ogni accesso dell'Ufficiale Giudiziario eravamo fuori casa. Nel frattempo questa situazione minava la mia salute: nel 97 subi’ un gravissimo infarto con ricovero in terapia intensiva in prognosi riservata per lungo tempo, cavandomela per un puro miracolo. Di seguito sono stato operato al cuore due volte ed altre vicissitudini sanitarie che Vi voglio risparmiare. Fui riconosciuto invalido civile con una pensione di meno di 400 mila lire al mese. Decisi di andare a parlare con l'Ufficio Legale del Credito ed all'Avvocatessa incaricata della mia pratica gli sottoposi la situazione, in particolare quella finanziaria che era quella che interessava loro. Avevo un verbale della Guardia di Finanza, richiesto dal curatore del fallimento della srl, sul quale era scritto che ne’ io ne’ mia moglie possedevamo alcune bene, mobile o immobile e che anche l'arredamento di casa (normale mobilio standard) era sotto comodato gratuito da 20 anni e quindi non certo in tempi sospetti.- Evidentemente l'Avvocatessa non trovo’ piu’ economicamente valido il voler proseguire l'azione nei nostri confronti e tutto cesso’.- Abbiamo tirato avanti con l'aiuto dei nostri figli e piano piano abbiamo superato questo periodo.- Fortunatamente la mia salute, con la tranquillita’ e le cure del caso e’ migliorata e pur con tutte le cautele del caso adesso posso svolgere qualche piccola attivita’. Con l'aiuto e l'esperienza di mio fratello, da anni operatore nel campo delle fotocopie, ho aperto da un anno una piccola copisteria in San Frediano che ci da’ da vivere senza dover pesare sulle spalle dei figli. Credevamo che finalmente fosse arrivata un po' di tranquillita’ (ho 62 anni e non credo di aver davanti a me molto tempo per aspettarla ancora) quando ieri sono arrivate due raccomandate, una a mia moglie ed una a me, da parte del Credito Italiano. Ci informavano, con tono velatamente minaccioso, di aver ceduto (forse venduto) il loro credito a terze persone che sarebbero subentrate nei loro diritti e che avrebbero agito contro di noi con tutti i mezzi possibili.-
Naturalmente siamo ripiombati nell'angoscia...A suo tempo, su consiglio del nostro commercialista, abbiamo cercato di cautelarci per il negozio facendo acquistare quanto necessario da nostro figlio e poi da lui ceduti a noi in prestito, regolarmente registrato, ma comunque la Ditta e’ a nome di mio moglie e quindi si ricomincia daccapo...e l'incubo continua.-
Noi non abbiamo mai autorizzato il Credito Italiano a trasmettere i nostri dati a terze persone, anche perche’ a suo tempo noi firmammo una fideiussione e non una apertura di conto corrente, che prevede piu’ ampie clausole. E poi a quei tempi non credo ci fosse gia’ la legge sulla privacy.- Se tante volte avessero agito in contrasto con la legge sulla Privacy, non potremmo avere l'opportunita’ di poter contrastare il loro modo di agire. Per noi sarebbe una nuova rovina se dovessimo essere chiamati a pagare quanto richiedono.
Potete darmi una mano, anche solo consigliandomi un Avvocato (giusto per questo tipo di situazioni)?
ho avuto in questi giorni occasione di ricevere il Vs. 15nale telematico che mi ha colpito soprattutto per come combattete le arroganze di ogni tipo e mi sono permesso di scriverVi questa mia esperienza, concentrando piu’ possibile il racconto: nel 1990 ero amministratore unico di una piccolissima srl nel settore abbigliamento da signora. nel 93 la srl ha avuto bisogno di un fido e mi rivolgo al Credito Italiano di Via di Novoli dove gia’ intrattenevo un rapporto su base solo attiva. Mi viene concesso un anticipo su ricevute bancarie per 10 milioni ed uno scoperto per 20 milioni, al tasso annuo rispettivamente del 17.750% + comm. Massimo scoperto e del18.50% + 0.375% di comm. Massimo scoperto. Non avendo "mattoni" da offrire in garanzia, viene chiesto a me ed a mia moglie di firmare in solido una fideiussione per lit. 40 milioni. Purtroppo nel 95, per una serie di circostanze non rilevanti in questa sede, gli affari vanno male e la srl viene dichiarata fallita.- Mentre tutti i creditori (fra l'altro pochi e per cifre irrisorie) non prendono nessuna iniziativa, il Credito Italiano, senza neppure attendere la chiusura del fallimento provvede a fare decreto ingiuntivo, precetto e ordine di pignoramento della mobilia di casa nostra, pignoramento che non ha mai avuto luogo in quanto ad ogni accesso dell'Ufficiale Giudiziario eravamo fuori casa. Nel frattempo questa situazione minava la mia salute: nel 97 subi’ un gravissimo infarto con ricovero in terapia intensiva in prognosi riservata per lungo tempo, cavandomela per un puro miracolo. Di seguito sono stato operato al cuore due volte ed altre vicissitudini sanitarie che Vi voglio risparmiare. Fui riconosciuto invalido civile con una pensione di meno di 400 mila lire al mese. Decisi di andare a parlare con l'Ufficio Legale del Credito ed all'Avvocatessa incaricata della mia pratica gli sottoposi la situazione, in particolare quella finanziaria che era quella che interessava loro. Avevo un verbale della Guardia di Finanza, richiesto dal curatore del fallimento della srl, sul quale era scritto che ne’ io ne’ mia moglie possedevamo alcune bene, mobile o immobile e che anche l'arredamento di casa (normale mobilio standard) era sotto comodato gratuito da 20 anni e quindi non certo in tempi sospetti.- Evidentemente l'Avvocatessa non trovo’ piu’ economicamente valido il voler proseguire l'azione nei nostri confronti e tutto cesso’.- Abbiamo tirato avanti con l'aiuto dei nostri figli e piano piano abbiamo superato questo periodo.- Fortunatamente la mia salute, con la tranquillita’ e le cure del caso e’ migliorata e pur con tutte le cautele del caso adesso posso svolgere qualche piccola attivita’. Con l'aiuto e l'esperienza di mio fratello, da anni operatore nel campo delle fotocopie, ho aperto da un anno una piccola copisteria in San Frediano che ci da’ da vivere senza dover pesare sulle spalle dei figli. Credevamo che finalmente fosse arrivata un po' di tranquillita’ (ho 62 anni e non credo di aver davanti a me molto tempo per aspettarla ancora) quando ieri sono arrivate due raccomandate, una a mia moglie ed una a me, da parte del Credito Italiano. Ci informavano, con tono velatamente minaccioso, di aver ceduto (forse venduto) il loro credito a terze persone che sarebbero subentrate nei loro diritti e che avrebbero agito contro di noi con tutti i mezzi possibili.-
Naturalmente siamo ripiombati nell'angoscia...A suo tempo, su consiglio del nostro commercialista, abbiamo cercato di cautelarci per il negozio facendo acquistare quanto necessario da nostro figlio e poi da lui ceduti a noi in prestito, regolarmente registrato, ma comunque la Ditta e’ a nome di mio moglie e quindi si ricomincia daccapo...e l'incubo continua.-
Noi non abbiamo mai autorizzato il Credito Italiano a trasmettere i nostri dati a terze persone, anche perche’ a suo tempo noi firmammo una fideiussione e non una apertura di conto corrente, che prevede piu’ ampie clausole. E poi a quei tempi non credo ci fosse gia’ la legge sulla privacy.- Se tante volte avessero agito in contrasto con la legge sulla Privacy, non potremmo avere l'opportunita’ di poter contrastare il loro modo di agire. Per noi sarebbe una nuova rovina se dovessimo essere chiamati a pagare quanto richiedono.
Potete darmi una mano, anche solo consigliandomi un Avvocato (giusto per questo tipo di situazioni)?
Risposta ADUC
Il Credito ha sicuramente molti crediti e dunque potrebbe trattarsi solo di una messa in mora formale indirizzata a tutti i debitori, al fine di interrompere i termini, senza che necessariamente ci sia un seguito.
Inoltre, i beni dell'azienda non sono vostri, ma del figlio: ne consegue che dovrebbe essere sufficiente che sul conto corrente dell'azienda non circolino grosse somme che possano attirare i creditori, dando mostra di una vostra liquidita' e rendendo accessibili le stesse per eventuali pignoramenti. Se seguirete questi accorgimenti, non dovreste rischiare -e comunque, al momento non e' possibile indovinare se e cosa faranno, ma solo adottare piu' cautele possibili.
La privacy non c'entra nulla: in questa sede si e' di fronte ad un credito venduto, non al trattamento di dati personali. Pertanto, da questo punto di vista non ci sono basi di contestazione.
Ad ogni modo, chiedere una valutazione al Garante non vi costa nulla: potete inviare una raccomandata A/R in P.za Monte Citorio 121, 00186 Roma chiedendo una valutazione.
Inoltre, i beni dell'azienda non sono vostri, ma del figlio: ne consegue che dovrebbe essere sufficiente che sul conto corrente dell'azienda non circolino grosse somme che possano attirare i creditori, dando mostra di una vostra liquidita' e rendendo accessibili le stesse per eventuali pignoramenti. Se seguirete questi accorgimenti, non dovreste rischiare -e comunque, al momento non e' possibile indovinare se e cosa faranno, ma solo adottare piu' cautele possibili.
La privacy non c'entra nulla: in questa sede si e' di fronte ad un credito venduto, non al trattamento di dati personali. Pertanto, da questo punto di vista non ci sono basi di contestazione.
Ad ogni modo, chiedere una valutazione al Garante non vi costa nulla: potete inviare una raccomandata A/R in P.za Monte Citorio 121, 00186 Roma chiedendo una valutazione.
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