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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 febbraio 2001
Domanda 26 febbraio 2001
Vi scrivo a seguito di un contenzioso con il proprio Legale scaturito da una pratica di recupero crediti.
Premetto di avere un'azienda di produzione di capi di abbigliamento c/terzie e che a seguido di una somma non pagata da un cliente, nel 1995 mi sono rivolto ad un agenzia per il recupero del credito. Dopo una fase iniziale stragiudiziale con esito negativo, detta agenzia affido’ l'incarico ad un Legale del luogo, per l'emissione di atto di precetto seguito da pignoramento contro il debitore. Purtroppo detta azione non ebbe l'esito sperato, poiche’ dalla vendita all'asta dei beni sequestrati furono ricavate soltanto L 200.000 interamente trattenuti dall'agenzia per la copertura delle spese. L'agenzia archivio’ quindi la pratica.
Successivamente nel Genn. 99 fui telefonicamente contattato dal suddetto Legale, che mi propose di ripetere nuova azione esecutiva contro il debitore direttamente tramite il suo Studio (senza piu' l'intermediazione dell'agenzia), e garantendomi verbalmente che in caso di insuccesso avrebbe richiesto al massimo L. 500.000.
Interessato alla sua proposta, nel Febbr. 99 con mio padre, titolare delll'azienda, ci siamo recati nel suo studio per firmare procura relativa all'atto di precetto, precetto seguito nel Marzo 99 da pignoramento con asporto immediato dei beni (pignoramento cui eravamo presenti assieme al medesimo Legale e all'Ufficiale Giudiziario).
Nei mesi successivi detto Legale periodicamente mi tenne in contato degli sviluppi della vicenda, con messaggi fax ad intervalli di 1-2 mesi, sino ad informarmi delle date delle 2 aste di Sett. e Ottobre 99, in cui sarebbero stati venduti i beni pignorati. A Dic. 99 mi informo’ infine che i beni non essendo stati venduti neppure alla seconda asta, erano stati dichiarati invendibili e quindi venivano restituiti al debitore, consigliandomi a questo punto di intraprendere nuova azione contro il ns. debitore, con presentaz. di istanza di fallimento, era appunto Dic. 99).
Io a questo punto, avendo deciso di lasciar perdere, archiviando il tutto ed forse anche il medesimo legale visto che questo nella lettera pervenutami in Dic. 99 diceva che comunque sia il ns. credito poteva a quel punto essere portato in perdita (per l'eventuale recupero fiscale).
Invece le sorprese maggiori dovevano ancora arrivare.
Infatti a Luglio 2000, dal suddetto Legale mi arriva una comunicazione secondo cui noi dovevamo pagare al legale della controparte, a seguito di 2 sentenze del Giudice di Pace di Empoli, una cifra di L. 2.500.000.
Noi avendo sino ad allora da riscuotere e non certo da pagare, quindi non capendo il senso di quella richiesta chiesi immediatamente spiegazioni al ns. Legale, che in maniera alquanto elusiva, cm dichiaro’ telefonicamente che dette sentenze si riferivano ad un opposizione presentata dalla controparte ed accettata dal giudice, relativamente al precetto cui avevamo assistito nel Marzo 1999. Insospettito dalle sue risposte vaghe chiesi copie fax del precetto in questione e della sentenza relativa all'opposizione, e dopo averli ricevuti mi siamo accorto che l'opposizione presentata dalla controparte non era riferita al precetto con noi concordato nel Febbraio 99, ma ad un successivo Precetto presentato dal Ns Legale, alcuni mesi dopo, a Sett. 99, sulle medesime cambiali protestate, senza che questo ci avesse avvertito e probabilmente con ns.firme contraffatte (purtroppo non siamo totalmente certi di quest'ultimo aspetto delle firme, poiche’ non ci ricordiamo se eventualmente, durante il nostro incontro di Febbr. 99, costui ci abbia fatto firmare un eventuale copia in piu' di procura/precetto oltre quella utilizzata per il precetto del Marzo 99). Da un successivo contatto con il Legale della controparte fui informato che i precetti presentati dal ns. Legale nel Sett. 99, senza informarci e ns. autorizzazione e su cui era stato presentato opposizioni, erano addittura 2.
Venuto a sapere quanto sopra mi siamo rivolti al ns. legale chiedendogli, visto che noi di quei 2 precetti non sapevamo nulla e non erano stati da noi firmati, che noi non voleva rispondere delle conseguenze derivatene, e che pertato avrebbe dovuto provvedere personalmente a rimborsare quanto dovuto alla controparte.
Dopo una prima conferma verbale, qualche giorno dopo, inizio Agosto 2000 e’ invece arrivata una sua lettera con il quale detto Legale, rinunciava al mandato, e diceva che ci avrebbe fornito la documentazione da noi richiesta (copia dei precetti) solo dopo il pagamento delle sue competenze.
Noi immediatamente abbiamo chiesto, a mezzo di lettera raccomandata, chiarimenti in merito alla questione, richiedendogli copia delle eventuali sue comunicazioni e delle nostre eventuali conferme/accettazione relative alla presenzazione di questi 2 atti di precetto da lui Presentati a Settembre 1999, inoltre il perche’ in tutti quei mesi (da Sett99 a Lug2000), nonostante i ns. periodici contatti lui non ci avesse mai messo al corrente di detti Precetti e delle relative opposizioni presentate dalla controparte.
Ad oggi pero’ dopo quasi 6 mesi non ci e’ pervenuta alcuna sua spiegazione in mesito. Invece in questi ultimi giorni ci sono pervenute 2 sue fatture con le quali ci viene da Lui richiesto il pagamento ci circa L. 7.500.000 (dopo aver subito un danno a seguito di azioni da lui decise e da noi non autorizzato e fronte di un recupero di credito nostro di L 8.500.000).
Vista la situazione assolutamente paradossale, cui oggi ci troviamo, prego volrmi fornire vs. consiglio su come agire in merito (riccorrendo a nuovo legale, lettera all'ordine professionale competente o altro)

Risposta ADUC
In primo luogo, provvedete a chiedere un giudizio all'Ordine Provinciale competente. Infatti, poiche' non ci sono molte prove che le cose siano andate come voi sostenete, dal punto di vista legale ci sembra non particolarmente facile sperare in un esito positivo. Ad ogni modo, le cose saranno piu' chiare dopo la valutazione del Consiglio dell'Ordine.
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