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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 marzo 2007
Domanda 19 marzo 2007
Salve, innanzitutto grazie per il prezioso lavoro che fate. Reinoltro, con ulteriori dettagli, una richiesta erroneamente incompleta che avevo fatto circa un mese fa. Spero che questa volta ci siano tutti gli elementi per una vostra valutazione o per un prezioso consiglio. Sono proprietario di un'abitazione in edilizia convenzionata ("Legge 167"), acquistata, non nuova, pochi anni fa al prezzo di mercato (e non a prezzo "controllato" come da Legge 167). Adesso devo vendere tale abitazione per acquistarne un'altra. Il valore di mercato corrente del mio immobile e' 4-5 volte superiore al valore di compravendita che la Legge 167 imporrebbe, ed ovviamente devo vendere la mia abitazione attuale al prezzo massimo per poter essere in grado di acquistare quella nuova. Fino all'anno scorso era prassi dichiarare il valore catastale nel rogito, mentre con la Finanziaria 2007 le cose sono cambiate. Ho letto il vostro interessante articolo in merito: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=156425 E questa ne e' la parte rilevante: "Riguardo, nella fattispecie, le cessioni di immobili ad uso abitativo intercorse tra privati, la legge precisa che sul rogito deve essere riportato l'effettivo corrispettivo pattuito. Merita ricordare, al riguardo, che la finanziaria 2006 ha introdotto per questo tipo di cessioni la possibilita' dell'acquirente di chiedere al notaio che la base imponibile ai fini dell'applicazione delle imposte (registro, ipotecaria e catastale) sia costituita dal valore catastale dell'immobile, indipendentemente dal corrispettivo indicato nell'atto, ovvero indipendentemente dal prezzo dichiarato dalle parti (in precedenza le imposte si pagavano sul prezzo pattuito, cosa che determinava la prassi di dichiararne uno inferiore, solitamente corrispondente al valore catastale rilvalutato, evadendo in parte le tasse)."In funzione di quanto sopra, vorrei quindi capire quale prezzo di vendita dovrei dichiarare nel rogito per non violare le norme della Finanziaria 2007 e quelle della Legge 167. Non mi e' chiaro inoltre cosa si intende per "possibilita' dell'acquirente di chiedere al notaio che la base imponibile ai fini dell'applicazione delle imposte (registro, ipotecaria e catastale) sia costituita dal valore catastale dell'immobile, indipendentemente dal corrispettivo indicato nell'atto, ovvero indipendentemente dal prezzo dichiarato dalle parti".In quali casi bisogna farlo? Quali possibili violazioni di una delle due leggi ci sarebbero, se lo facessi? Inoltre, un nuovo elemento e' che ho richiesto e letto la Convenzione Edilizia che regola la concessione del terreno ai sensi della Legge 167. Il documento di Convenzione e' datato Novembre 1988. Ho letto e riletto: esistono le limitazioni di prezzo di compravendita, ma NON E' INDICATA la data di scadenza delle medesime. Che io sappia, la convenzione scade normalmente dopo 20 anni, quindi dovrebbe essere a fine 2008. E' corretto? Chiedo questo perche' un annetto fa il Comune ci ha offerto la possibilita' di riscattare il diritto di superficie, ma nella proposta di contratto si indicava esplicitamente che sottoscrivendolo le limitazioni sul prezzo di vendita sarebbero rimaste valide sino al 2018, ovvero 30 anni dalla Convenzione iniziale, e quindi non ho aderito alla proposta. La domanda quindi e': in mancanza di esplicita data scadenza delle limitazioni di compravendita sulla Convenzione originale, la legge dice che queste decadono dopo 20 o 30 anni? La scadenza dei 20 e' vicina e forse posso aspettare, quella dei 30 e' impossibile... Ed infine, siccome, per via dei termini restrittivi, non ho aderito alla proposta del Comune di acquisto del diritto di superficie, posso invece fare io una proposta spontanea di acquisto al comune, specificando le condizioni (stesso prezzo che loro mi richiedevano, ma con eliminazione immediata delle limitazioni sul prezzo di vendita)? Se si, in base a quale legge? Qualora ci fossero altri consigli utili per il mio problema, li accetto volentieri. Grazie in anticipo.
Giuseppe, da Peschiera Borromeo

Risposta ADUC
Riguardo alla domanda su quanto da noi riportato sulla scheda, ci pare che la cosa sia chiara: se la compravendita e' tra privati uno di questi od ambedue possono chiedere al notaio di utilizzare, come base imponibile per le imposte, il valore catastale. Ci pare ovvio che tale possibilita' sia da sfruttare perche' permette di pagare meno tasse poiche' calcolate su un importo piu' basso. Resta fermo l'obbligo, introdotto dall'ultima finanziaria, di indicare anche il prezzo di vendita, che di solito e' maggiore (col risultato che sul compromesso e sul rogito vi saranno DUE valori diversi). Tale prezzo non dovra' inoltre discostarsi dal cosiddetto VALORE NORMALE, ovvero dal prezzo di mercato. La scheda argomenta anche in tal senso. Riguardo alle altre domande ci spiace ma non siamo in grado di dare una risposta, cosi' a distanza. Il caso e' piuttosto complesso per essere trattato da questo tipo di servizio di consulenza generale. La questione e' inoltre locale e basata su una specifica convenzione. Sarebbe necessario, quindi, il consulto con un'associazione locale, magari specializzata.
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