Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 febbraio 2001
Domanda 24 febbraio 2001
Sono separato, senza figli, dal 1997 e sono giunto quindi al termine previsto dei 3 anni di separazione per poter avviare la pratica di divorzio. Premesso che:
mi sono formato una nuova (vera!) famiglia ed ho anche una bambina di 18 mesi;
e' stata la mia ex-moglie a decidere di andarsene via da casa senza alcun valido motivo (pur essendo stata una separazione "consensuale");
in casa lavoro solo io, con un reddito mensile medio di circa 3 milioni, un mutuo di quasi 800.000 lire da pagare ed un conto in banca ai minimi termini;
la mia ex-moglie, che nel frattempo non si e' rifatta una nuova famiglia, e' giovane, ha solo 30 anni, ed in buono stato di salute quindi in grado di lavorare;
che le ho regolarmente corrisposto l'assegno mensile concordato consensualmente e stabilito dalla sentenza di separazione.
Vorrei sapere che speranze ci sono di smettere di darle ancora soldi, a scapito non solo mio ma anche della mia famiglia, pur avendo ricevuto richiesta, da lei per mezzo del suo avvocato, di darle 35 milioni o l'aumento dell'assegno mensile per potermi concedere il divorzio "consensualmente".

Risposta ADUC
Conviene un accordo consensuale e presumibilmente e' giusto che lei la liquidi con una cifra una tantum (quanto sia giusto non lo sappiamo: dipende dalla situazione in cui la sua vecchia famiglia viveva, poiche' quello e' il parametro). Se non vi trovate d'accordo, il divorzio andra' per le lunghe e tocchera' ad entrambi perdere veramente molti soldi in avvocati.
L'unico che ha titolo a decidere cio' che e' giusto, in assenza di accordo, e' il giudice. Il consiglio, per evitare contestazioni e strascichi e' di proporre una cifra di liquidazione, facendole intendere che proseguire non conviene neppure a lei.
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