Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 febbraio 2001
Domanda 23 febbraio 2001
Subject: canone RAI
Il problema del canone RAI va affrontato non come affermano le lettere della concessionaria che lo riscuote ma, secondo me, chiedendo il pronunciamento della magistratura o di altra autorita' su questi punti :
1 -Tutta la letteratura afferma che la RAI è sottoposta a controllo politico e non garantisce pari condizioni non solo alle varie parti politiche ma, riguardo ai problemi ed alle notizie, ai cittadini paganti che non ricevono adeguata informazione sui diritti o sulle questioni (p.es contenute nei bollettini ADUC) che li riguardano ricevendone, in tal modo, danno. Non solo danno generico ma sostanziale dal momento che non si conoscono diritti e/o doveri derivanti da situazioni determinate da varie circostanze o autorita'.
Per di piu' prevale un'informazione istituzionale che non comprende l'impatto con i problemi della gente comune.
2 - L'assunzione di giornalisti alla RAI (non so se anche per il resto del personale) o forme di collaborazione avvengono senza garanzie che garantiscano a tutti di partecipare ad eventuali selezioni. Il criterio è strettamente partitocratico, per garantire l'effetto controllato delle notizie;
3 - Non mi risulta di avere visto da qualche parte bandi per la fornitura di quanto serve alla RAI perle necessita' di consumo quotidiano sia di strumentazioni tecniche che di qualsiasi altra roba; come si scelgono i fornitori? E quali sono i prezzi pagati? Qual'è la qualita' degli acquisti?;
4 - Come si scelgono, infine i programmi -e si fanno i contratti ai vari Pippi Baudo, Vespa, Biagi etc?
Possibile che non si puo' ampliare la partecipazione ad altra gente, magari scegliendo formule innovative che consentano di aprire la possibilita' di proposta in fase di pre-affidamento dei programmi stessi?
Quali sono e come si stabiliscono i costi?
Non credete che tutto questo dovrebbe essere chiaro a chi paga il canone?
5 - La pubblicita' RAI, contrariamente a quanto afferma la lettera della concessionaria, è diretta a chiedere che si paghi il canone RAi e non quello per il possesso del televisore, contraddicendo, in tal modo, la lettera della legge.
Cio' premesso mi sembra che si potrebbe chiedere l'annullamento del canone per almeno tre motivi (mi scuso se sbaglio, ma non sono avvocato) :
1 - Il canone è un finanziamento ai partiti per quanto sopra detto e come tale non puo' essere coattivo;
2 - La RAI fa pubblicita' ingannevole sul canone stesso che dovrebbe, invece, andare allo Stato ed essere erogato a tutte le TV dal momento che è una tassa di possesso, oppure essere utilizzato per utilita' pubblica e non partitocratica;
3 - La Rai non svolge servizio pubblico, ma svolge attivita' circoscritta agli interessi di pochi, sia pure numerosi quanto sono i partiti che contano. Chi vuole puo' pagare direttamente agli interessati, ma non alla TV di Stato.
Specialmente chi è escluso dovrebbe avere la possibilita' di opporsi argomentando e facendo valere le proprie ragioni.

Risposta ADUC
Diverse sue considerazioni sono sicuramente corrette, ma non si puo' pero' prescindere dallo stato di fatto, sancito per legge: il cosiddetto canone e' una tassa regolata da una legge di Stato e come tale sottosta' ad una diversa sfera di valutazioni.
Fino a che questo stato di cose non cambiera', avere una visione privatistica (per non dire "umana") del canone e' inutile: tutto si puo' dire, ma la tassa resta e non puo' essere confutata su basi civilistiche.
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