Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 marzo 2007
Domanda 3 marzo 2007
Ne chiediamo, considerata l'importanza, ampia diffusione.
Giuseppe
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L'On. Fernando deputato dei Comunisti Italiani e componente della Commissione Attivita' Produttive, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute per sapere quali iniziative intenda intraprendere al fine di evitare la speculazione messa in atto dalle Case Farmaceutiche, per poter utilizzare il risparmio derivante dalla differenza tra i prezzi dei farmaci generici applicati ai farmacisti rispetto a quanto lo Stato versa in misura maggiore agli stessi, affinche' il Servizio Sanitario Nazionale possa investire l'utile ricavato per la prevenzione, per ospedali piu' efficienti, per la ricerca e per garantire l'occupazione dei circa 10.000 informatori scientifici che rischiano il licenziamento. La prescrizione dei c.d. farmaci generici dovrebbe servire a far risparmiare solo il cittadino, che si troverebbe in tal modo a dover sostenere costi relativamente bassi per l'acquisto dei farmaci. Cio' che preoccupa e scandalizza continua l' On. Pignataro - e' il fatto che i farmacisti, su ogni farmaco generico, hanno uno sconto da parte delle Case Farmaceutiche che va dal 50% all'80% circa, come avviene ad esempio per il CEFTRIAXONE 1 GR. FIALA INTRAMUSCOLO, per il quale lo Stato riconosce e paga al farmacista 6,31 euro, rispetto al solo 1,50 euro che tale farmaco gli viene a costare, con un guadagno quindi pari a 4,81 euro per ogni singola scatola di questo antibiotico conosciuto anche con il nome griffato di ROCEFIN. Ovviamente, possono farsi altri esempi come la NIMESULIDE (nome griffato AULIN, MESULID) per la quale lo Stato versa ai farmacisti 2,77 euro per una confezione di 30 bustine, che viene venduta agli stessi a soli 0,89 euro. La politica della Case Farmaceutiche, diventate aggressive nel marketing accusa l'esponente dei Comunisti Italiani -, sta producendo alcuni danni sociali, tra i quali il fatto che l'unica categoria a beneficiarne e' quella dei titolari di farmacie, non vi e' alcun ritorno per il servizio sanitario nazionale e la perdita del posto di lavoro di molti informatori scientifici del farmaco in esubero nelle riorganizzazioni aziendali, considerato che i medici vengono scavalcati dalle Case Farmaceutiche che si rivolgono direttamente ai farmacisti per contrattare quantita' e costi dei farmaci generici. I farmacisti hanno inoltre la possibilita', di cambiare a propria discrezione la Casa Farmaceutica del farmaco generico, a seconda dei maggiori profitti realizzabili, provocando una pericolosa corsa al ribasso del prezzo del farmaco generico, con il conseguente pericolo per la qualita' e la sicurezza dello stesso. Per queste ragioni, - conclude l'On. Pignataro e' necessario e fondamentale porre rimedio alle speculazioni che le lobby stanno producendo nel settore farmaceutico per centinaia di milioni di euro. L'esponente del PdCI ritiene, infine, che occorre un intervento forte del governo per evitare che questo libero mercato infici la qualita' dei prodotti farmaceutici di largo consumo e, nel contempo, per garantire un ritorno di parte delle risorse nelle possibilita' del servizio sanitario nazionale per incentivare politiche della salute nell'interesse della collettivita' e della efficienza dell'offerta sanitaria.
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Per sapere Premesso che:
- lo Stato, in caso di prescrizione di farmaci cosiddetti 8220 griffati paga solo il prezzo di riferimento del generico, in quanto la differenza resta a carico del cittadino;
- la prescrizione dei c.d. farmaci generici dovrebbe servire a far risparmiare solo il cittadino, che si troverebbe in tal modo a dover sostenere costi relativamente bassi per l'acquisto dei farmaci;
- i farmacisti, su ogni farmaco generico, hanno uno sconto da parte delle Case Farmaceutiche che va dal 50% all'80% circa, come avviene ad esempio per il CEFTRIAXONE 1 GR. FIALA INTRAMUSCOLO, per il quale lo Stato riconosce e paga al farmacista 6,31 euro, rispetto al solo 1,50 euro che tale farmaco gli viene a costare, con un guadagno quindi pari a 4,81 euro per ogni singola scatola di questo antibiotico conosciuto anche con il nome griffato di ROCEFIN;
- possono farsi altri esempi come la NIMESULIDE (nome griffato AULIN, MESULID) per la quale lo Stato versa ai farmacisti 2,77 euro per una confezione di 30 bustine, che viene venduta agli stessi a soli 0,89 euro.
- la politica della Case Farmaceutiche, diventate aggressive nel marketing, sta producendo alcuni danni sociali, tra i quali il fatto che l'unica categoria a beneficiarne e' quella dei titolari di farmacie, non vi e' alcun ritorno per il servizio sanitario nazionale e la perdita del posto di lavoro di molti informatori scientifici del farmaco in esubero nelle riorganizzazioni aziendali, considerato che i medici vengono scavalcati dalle Case Farmaceutiche che si rivolgono direttamente ai farmacisti per contrattare quantita' e costi dei farmaci generici;
- i farmacisti hanno la possibilita' (consentita dallo Stato) di cambiare a propria discrezione la Casa Farmaceutica del farmaco generico, a seconda dei maggiori profitti realizzabili, provocando una pericolosa corsa al ribasso del prezzo del farmaco generico, con il conseguente pericolo per la qualita' e la sicurezza dello stesso; - lo Stato purtroppo non svolge alcuna attivita' di controllo preventivo sui costi dei farmaci generici e non chiede alle Aziende Farmaceutiche di adottare la stessa politica dei prezzi applicata con i farmacisti al fine di consentire un notevole risparmio alle casse del Servizio Sanitario Nazionale;
- se il Ministro sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;
- quali iniziative intenda intraprendere al fine di evitare la speculazione messa in atto dalle Case Farmaceutiche, per poter utilizzare il risparmio derivante dalla differenza tra i prezzi dei farmaci generici applicati ai farmacisti rispetto a quanto lo Stato versa in misura maggiore agli stessi, affinche' il Servizio Sanitario Nazionale possa investire l'utile ricavato per la prevenzione, per ospedali piu' efficienti, per la ricerca e per garantire l'occupazione dei circa 10.000 informatori scientifici che rischiano il licenziamento.

Risposta ADUC
Ringraziamo per l'invio del comunicato stampa e del testo dell'interrogazione dell'on. Pignataro, che pubblichiamo su Cara Aduc.
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